Diversità culturali – il team internazionale

E anche questa settimana è giunta al termine. Questo weekend ci si riposa, ma si fa anche un bel “ripassone riparatore”. Da lunedì iniziano i turni lunghi (comunemente detti “Spaetdienst”) nei quali dalla seconda metà della giornata in poi sarò da solo, ma supportato dall’aiuto-primario di turno.

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Questo lunedì è cominciato in modo triste, uno degli specializzandi se n’è andato nell’altro ospedale cittadino per poter continuare la sua formazione. Dopo due anni passati “in trincea” e averne viste di tutti i colori, i vari colleghi e lo staff lo hanno salutato calorosamente. Naturalmente il collega ha portato torte e dolciumi vari e l’addio è stato per noi – e soprattutto per lui – meno amaro.

Quel giorno mi ritornò in mente il colloquio che sostenni nello stesso ospedale alcuni mesi fa.

Una delle domande che mi fecero – e che allora mi colpì molto- fu:

“Lei ha problemi a lavorare con gente extra-europea e/o di altra religione?”.

Io risposi che non avevo alcun problema a relazionarmi con persone di altra fede o paese, dato che sia in Italia che durante la mia esperienza alla scuola di lingua ho fatto delle bellissime amicizie che resistono tuttora con persone provenienti da qualsiasi parte del mondo!

Il perché della domanda lo capii il primo giorno di lavoro: al briefing mattutino eravamo io, uno specializzando indiano che stava là da 4 mesi e mezzo, uno specializzando “anziano” siriano, il collega che ho citato all’inizio – proveniente da Il Cairo – e il vice primario georgiano! 😀 Per non parlare poi degli infermieri che “coprono” praticamente quasi tutta l’Europa dell’est.

Al lavoro, gli argomenti di discussioni sono vari: politica, calcio, tv, famiglia, casa, etc… Si cerca sempre di non essere troppo invadenti con le domande e in ogni caso mai offensivi. Per quanto mi riguarda, la battuta su “sicilia = mafia” o “Berlusconi = Bunga Bunga” è capitata più volte, ma solo nelle prime settimane, ultimamente non più.

Un’altra cosa interessante è il confronto fra modi di pensare. I tedeschi della Franconia sono in genere molto cattolici e conservatori, mentre i colleghi stranieri possiedono una mentalità più aperta e progressista… e hanno anche auto più belle! 😀

Con i pazienti il rapporto è eccellente. In genere sono molto civili, educati e simpatici; non appena vengono a sapere o capiscono che sono italiano, il loro viso si illumina, gli occhi diventano grandi e cominciano a dire “Bella Italia”, “La Grande Bellezza” oppure “Il Maestro Andrea Pirlo!”.

In ogni caso finora sta essendo una grande esperienza sia professionale e che umana.

A quanto pare da aprile dovrebbe arrivare un nuovo collega. Dicono si tratti di un tedesco. Ma alla fine poco cambia. Siamo tutti nella stessa trincea.

Gian Marco

2 pensieri su “Diversità culturali – il team internazionale

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