Specializzazione in Germania: il percorso di Pegasus

Il pomeriggio di Pasqua ho ricevuto un’email con allegato un racconto. È la storia di Pegasus, un collega che ha iniziato da poco la specializzazione in Germania.

 

9389455595_733fad037f_k

 

Vorrei raccontarvi della mia esperienza in Germania, sperando che possa chiarire le idee e soprattutto dare motivazione a chi, come me e tanti altri, ha deciso di lasciare il Bel Paese per specializzarsi nella terra di Goethe & Co.

Ho completato il percorso universitario nell’ottobre del 2016.
Dopo due giorni dalla discussione, ebbi l’occasione di partecipare ad un congresso a Roma.
Fu proprio allora che conobbi il Prof. Ares (nome di fantasia), primario ITALIANO di un reparto in Germania. Ebbi modo di raccontargli della mia volontà di volermi specializzare in Germania e che, sebbene la lingua fosse un ostacolo non proprio facile da superare, la motivazione era dalla mia parte. Lui propose di visitare l’ospedale e il reparto appena possibile e così feci (gennaio 2017).
Restammo che avrei cominciato a lavorare non appena presa l’Approbation.

Nel marzo del 2017, subito dopo l’abilitazione, decisi di trasferirmi in Germania con un livello di lingua A1.1. Praticamente dicevo solo “Hallo”. Il primo mese è stato difficilissimo: non capivo nulla, in classe eravamo mal seguiti e mi sentivo veramente solo, nonostante sia stato durante l’università uno studente fuori sede.

Per fortuna, la mia fidanzata è tedesca e abitava 200 km da me. Nonostante la relazione fosse da poco nata, le chiesi se potevo vivere da lei in modo da imparare “più dolcemente” la lingua.
Ad aprile ho cambiato città e prendevo lezioni con un’insegnate privata.
Grazie a Rike potevo parlare con tutta calma tedesco e avevo sempre una dolce persona pronta a correggermi e migliorarmi. I suoi amici, alcuni medici ed ora grandi amici, si sono dimostrati molto sensibili e disponibili ad aiutarmi. Ebbi così occasione di parlare tedesco senza interruzione e con persone davvero pazienti.
A maggio sono restato a casa per un grave lutto e ho reputato giusto fermarmi circa 25 giorni.
A giugno sono ritornato in Germania e per rompere definitivamente il ghiaccio, ho iniziato a lavorare come cameriere.
Questo forse è stato il primo vero step per il miglioramento del mio tedesco.
Con gli amici avevo tanto tempo per riflettere su come costruire la frase.
A lavoro dovevo sforzarmi di essere più fluido.
In tutto questo ero sempre in contatto con il Prof. Ares, il quale mi diceva di star tranquillo e rassicurandomi sul mio posto in ospedale.

Ad agosto, complice il bel tempo e un contratto di lavoro per Rike, ci trasferiamo nella città in cui avrei lavorato. Sembrava tutto perfetto: Rike aveva un lavoro, avevamo una bella casa e il mio tedesco migliorava sempre più.

A settembre sostengo l’esame di B2 e nello stesso giorno il Prof. Ares si licenzia senza dirmi nulla.
Ad ottobre, infatti, iniziando l’Hospitation apprendo la notizia dagli specializzandi.
Insieme a lui anche il mio posto di lavoro era andato a farsi benedire. Ero a terra mentalmente e il risultato dell’esame di lingua tardava ad arrivare. La mia famiglia faceva pressione per ritornare in Italia.

A fine ottobre so di aver superato il B2 e decido di inviare i documenti per sostenere il Fachsprachpruefung. Da novembre a gennaio 2018 non ottengo nessun tipo di informazione in merito a quando avrei sostenuto l’esame. Mi rivolsi all’ufficio preposto e ricevetti solo risposte vaghe e imprecise. Preso dalla famigerata “rottura di…gonadi” decido di ritirare i documenti dal Brandenburg e rivolgermi ad un altro Land.

La nuova trafila per l’Approbation cominciò a metà febbraio 2018 e in un solo mese ottengo l’Approbation.  Nel frattempo avevo sostenuto 3 colloqui di lavoro e tutti con successo.
Avevo ricevuto un posto in due Università e in un ospedale, dove poi ho accettato.

Non sto qui a spiegarvi i motivi della mia scelta perché non voglio influenzare le vostre.

Insomma, il percorso non è stato semplice e senza il supporto di amici conosciuti grazie al gruppo Facebook e soprattutto di Rike, sarebbe stato psicologicamente distruttivo.
Tante e tante volte avrei voluto mollare, ma il pensiero di lasciare Rike e i miei sogni, trasformava la mia disperazione in motivazione.

Ora sono contento, la parte “noiosa” è vorbei e ad aprile comincerò finalmente il percorso di specializzazione.

Ho deciso di voler condividere la mia esperienza per cercare di dare motivazione a chi si trova nel percorso o a chi lo vuole intraprendere. Non è semplice, ci saranno ostacoli e difficoltà.
Col tempo imparerete a gestire le emozioni e ad andare avanti, ma la malinconia a volte – almeno per me –  bussa ancora alla porta. Diventare uomini (o donne) passa anche da questi percorsi.
L’importante è sapere cosa si vuole e come lo si vuole.

Un unico consiglio: quando avete dubbi o vi sentite giù, chiedete. Io ho sempre trovato persone gentili pronte ad aiutarmi.

Fate ciò che vi rende veramente felici.

In bocca al lupo, a voi e a me.

Pegasus

2 pensieri su “Specializzazione in Germania: il percorso di Pegasus

  1. Pingback: Dove eravamo rimasti? Rotazione in Chirurgia Vascolare (Gefäßchirurgie) e interventi sulla stampa. | Sagen Sie 33!

  2. Pingback: Dove eravamo rimasti? Rotazione in Chirurgia Vascolare (Gefäßchirurgie) e interventi sulla stampa. - Sagen Sie 33!Sagen Sie 33!

Rispondi