Il periodo a cavallo di Pasqua, cioè il lasso di tempo fra marzo e aprile per intenderci, è sempre stato per me un insieme di eventi topici che si sovrappongono l’uno all’altro.
SEMPRE!
Quest’anno, come la volta scorsa, passerò la Pasqua a Cracovia assieme a mio fratello.
Finalmente i miei si godranno una festività in pace a casa, senza cazzeggio molesto né LEGO in giro per la casa!
Nel frattempo dovrei poi:
- Cercare una nuova casa nella cittadina in cui andrò ad abitare;
- Fare una lista dei mobili da tenere, da vendere o da buttare;
- Inviare i documenti ai vari organi competenti per avvisarli del nuovo lavoro (ordine tedesco, ENPAM tedesca, Cassa mutua);
- disdetta dell’attuale casa (in Germania va fatta per iscritto e deve essere motivata);
- altri documenti da inviare alla segreteria dell’ospedale, uno fra tutti quello riguardante i vaccini che ho fatto e che dovrei eventualmente fare.
Tale ultimo punto e il messaggio di un vecchio amico mi ha fatto tornare in mente un periodo simile a questo.
Come ogni Giovedì Santo, infatti, l’ex Coinquilino Musicista mi ha fatto gli auguri di Buone Feste e mi ha ricordato, come sempre, il lieto evento che in questo periodo colpì noi di via D’Alessi …l’epidemia (Santa) di “Varicella Barocca”!

Luogo: Palermo.
Interno notte.
Domenica
Anni fa, il suddetto vecchio amico era ritornato a casa dopo l’ennesima supplenza che aveva fatto “dove il Signore ha perso le scarpe” (ormai potete immaginare da soli il significato di tale locuzione J ).
Io venivo da un mese in cui:
– mi ero già tolto una materia pesante e mi avvicinavo alla sessione pasquale straordinaria. Dovevo per forza di cose togliermi di mezzo due esami.
– Avevo già chiesto la tesi e il mio prof premeva per avere prima possibile una bozza.
– C’era stata un’alluvione a casa (!) causa breccia aperta sopra la cucina dalla pioggia abbondante (!!!).
Io avrei dovuto sostenere l’esame il lunedì e il Musicista, verso le 5 del mattino, mi chiamò per avere da me un po’ di tachipirina.
“Io non ne uso, sono contro qualsiasi farmaco! Ma questa volta farò un’eccezione.” (!)
Lunedì
Naturalmente non riuscii a riaddormentarmi.
Mi lavai, feci un ultimo ripasso e andai al policlinico.
Per fortuna ero scivolato al giorno successivo ma avevo deciso di seguire l’appello.
Arrivai casa nel tardo pomeriggio.
Il Concertista, ritornato dalle prove di uno spettacolo che si sarebbe tenuto il giovedì successivo, era seduto semi-distrutto su una sedia.
Io: “Come ti senti?”
Lui: “Così così. Sta tachipirina comunque non serve a niente!”
“Quante pastiglie da 500mg ti sei preso?” gli chiedo.
“Con quella dopo cena…sono sei.”
Io: “Guarda che più di 3 grammi al giorno non ne puoi prendere! Comunque ti consiglierei di farti vedere da qualcuno”.
“Non serve. Una dormita e tutto passa!”.
Martedì
L’esame era andato molto bene.
Dopo essere tornato dal policlinico, trovai il Musicista a letto.
All’ora di cena si era palesato, mostrando un’aria malaticcia e gli inequivocabili puntini rossi.
Lui imperterrito: “Sto bene, è solo stress. Mi metto una pomata all’aloe vera”. (!)
Mercoledì
Avevo cominciato subito il ripasso per la materia post-pasquale: la temibile farmacologia. Contemporaneamente avevo messo mano alla “bozza della bozza” della tesi da consegnare il giorno dopo.
Verso sera, era ritornato il Violinista Puntinato (devo variare, non posso sempre chiamarlo Musicista, è limitante! N.d.G.M.).
Ormai era conclamato: era varicella.
Io e mio fratello lo avevamo costretto a denudarsi per fargli rendere conto in che condizioni si trovava.
Naturalmente da parte nostra avevamo evocato tutti i santi del Paradiso:
“DEVO DARE DELLE MATERIE! E DOMANI HO DA CONSEGNARE LA BOZZAA!”
“HO UN PROGETTO DA CONSEGNARE DOPO PASQUAAA!!!”
Nonostante ciò l’Orchestrale aveva deciso di suonare lo stesso quella sera e, in più, aveva preannunciato che il Venerdì Santo avrebbe fatto lezione ai suoi due pupilli, Pena e Panico!
I Santi scesero di nuovo dal cielo.
Unica nota positiva: il Coinquilino Giapponese, da qui in poi chiamato “Cuoco-sensei”, era ritornato in madrepatria a bordo del suo Mazinga.
Giovedì
Ero riuscito a completare la benedetta bozza in tempo! Ero prossimo ad andarmene quando il Violista, ormai somigliante ad un melograno, mi supplicò di accompagnarlo da un medico.
Fra insulti a mezza bocca e incoraggiamenti vari, riuscii a sbolognarlo ad uno specialista vicino al luogo del mio appuntamento.
Al ritorno, quando sono andato a riprenderlo, il Musicante quasi sussurrando fece:
“Ho la varicella. Oggi torno a casa.”
Io: “Ah. E la lezione di venerdì?”
“L’ho annullata”.
“Lo vedi? Nemmeno Dio lo voleva.”
Lui: “…”
Il Coinquilino sarebbe ritornato quella sera a casa sua, avvolto da una sindone per non farsi trattare da untore seriale.
Sarebbe rimasto a casa per le successive quattro settimane.

Lazzaretto, Casa del Coinquilino Musicista
Ovviamente “se Atene piange, Sparta non ride”: subito dopo l’esame di farmacologia, andato molto bene, ero anch’io coperto di punti rossi.
Sembravo la Pimpa.
L’unico che riuscì a salvarsi fu mio fratello che aveva seguito una (doppia) profilassi antivirale, la quale era stata testata in India ed i risultati erano pubblicati su una rivista scientifica cinese di un’università russa (!).
Ad oggi è ancora vivo.
Almeno credo.
Appena lo vedo vi farò sapere.
Buona Pasqua a tutti!
Gian Marco