Alimentazione e stile di vita: quanto incidono davvero sul dolore articolare

Quando si parla di dolore articolare, l’attenzione si concentra quasi sempre su articolazioni, muscoli, tendini, esami e terapie.

Molto meno spesso ci si chiede quanto lo stile di vita e l’alimentazione influenzino davvero il dolore.

Eppure, nella pratica clinica, questi fattori giocano un ruolo tutt’altro che marginale.

In questo articolo cerco di fare chiarezza:
quanto contano davvero alimentazione e stile di vita nel dolore articolare, cosa è supportato da evidenze e cosa invece è solo semplificazione o marketing.

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Diversità culturali – L’alimentazione.

Ormai è un anno e mezzo che vivo in Germania e mi sono abituato gioco forza ad alcune usanze prettamente tedesche. Non a tutte, intendiamoci. 😀

  • La colazione:

Mentre da noi in Italia la colazione è veloce e leggera – cornetto e caffè o cappuccino al bar, caffellatte se si è a casa – qui la colazione è abbastanza robusta: pane, caffè “americano” con latte, salumi e formaggi vari. Molti colleghi mangiano questo po’-po’ di roba subito prima o dopo il briefing mattutino, cioè poco prima della “maratona operatoria”.

Personalmente, mi bevo un paio di caffè a casa (con la caffettiera di mammà) e mangio qualche biscotto… I salumi a colazione proprio non li reggo! Recentemente, però, sto prendendo la consuetudine di bere il caffè americano. A volte, non si riesce a farne a meno.

caffettiera

  • Il pranzo:

Ogni ospedale che si rispetti ha la propria mensa (“die Kantine”). Gli orari di apertura sono dalle 11:15 fino alle 13:15. In genere si può mangiare un piatto unico (pasta, carne e vegano!) con un contorno e un dessert. In genere la evito in quanto mi viene subito l’abbiocco post-prandiale 😀 . L’unica vera utilità è quando si deve andare in sala per un’operazione molto lunga: in quel caso si “pranza” alle 11:30 perchè quando là si finisce sono ormai le 18!

  • La cena:

I tedeschi in genere cenano fra le 17:00 e le 18:30. Il che porta, a loro modo di vedere, moltissimi vantaggi: si ha il resto della serata libera, si può digerire con calma, volendo si può prendere qualcos’altro sul tardi (!) e molte altre cose.

Francamente, non ceno prima delle 20. Quelle poche volte che pranzo in ospedale, la sera mangio leggero.

Quando racconto loro delle nostre abitudini alimentari, si meravigliano che non beviamo il cappuccino alle cinque del pomeriggio e che non mangiamo ogni giorno la pizza a mensa all’ora di pranzo!

Un’altra cosa curiosa è che molti di loro non considerano la birra un alcolico. Mi è capitato molte volte che all’anamnesi, quando chiedo “Trinken Sie Alkohol?” (Lei beve alcolici?), i pazienti rispondano “No, assolutamente no! Al massimo, bevo 3-4 birre a pranzo e a cena” (!).

Come si dice sempre “paese che vai, usanze che trovi”!

In ogni caso, non potrei mai bere un cappuccino di pomeriggio!!!

 

Gian Marco