Motivazioni

Una domenica a casa. Finalmente.

Le ultime settimane sono state davvero massacranti.

Sono stato ogni giorno in ospedale per almeno 14 ore più il sabato o la domenica per tutta la giornata e quasi ogni dì sono stato in sala operatoria.

L’importante è che comunque mi stia divertendo e che stia imparando il più possibile.

Dando oggi una scorsa veloce ai giornali mi sono un attimo riaggiornato sugli ultimi avvenimenti: Trump presidente, Pioli allenatore dell’Inter, Referendum “Si o No”.

La notizia che però mi ha maggiormente colpito è stata la scomparsa del prof. Umberto Veronesi, scienziato di fama mondiale.

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Credo che una delle motivazioni che mi abbiano spinto a diventare medico sia stata l’aver conosciuto di persona questa figura di enorme spessore.

Pochi lo sanno, ma mia madre nell’ormai lontano 1993 entrò a far parte di uno studio condotto dal prof. Veronesi che sottopose un gruppo di 6000 donne circa ad una cura che prevedeva non solo la ormai famosa Quadrantectomia, cioè l’asportazione di un pezzo di ghiandola mammaria con la cute soprastante e la sottostante fascia del muscolo grande pettorale, ma la sperimentazione del Novaldex D, chemioterapico innovativo a quei tempi, associato anche a radioterapia.

In famiglia abbiamo sempre avuto un ottimo ricordo del Professore. Un medico eccezionale, gentiluomo nei modi, mai snob o presuntuoso, sempre dalla parte del paziente. La stessa cosa i due figli, gentilissimi e davvero preparati. La segretaria, invece, era davvero un’arpia perché dovevi chiedere la visita solo se avevi già fatto il biglietto aereo!

Mia madre si ricorda tutt’ora di due episodi avuti col Professore.

Il primo quando, prima di essere intubata per la narcosi, il professore già pronto per la sala operatoria andò a salutarla, dicendole che dopo l’intervento non l’avrebbe visto; il secondo nove anni dopo, dopo aver terminato la visita di controllo, l’accarezzò e contento le disse: ce l’abbiamo fatta!

Gentilissima è stata anche la risposta che diede al telegramma che mandammo quando divenne Ministro della Salute. Già questo denota la signorilità della persona.

Sapendo già qual era il Suo pensiero riguardo la Morte, cito uno dei Pensieri di Marco Aurelio: “Non disprezzare la morte, ma accoglila di buon grado perché anch’essa è un ente tra quelli che natura vuole”

Arrivederci Professore.

Sit tibi terra levis.

 

Gian Marco