Il primo Natale in Germania di “uno che si è tolto tra i piedi”

Questi ultimi mesi sono volati così velocemente, che solo alla festa di reparto mi sono accorto che il Natale era finalmente alle porte.

Come si evince dal titolo, questo è il mio primo Natale all’estero. Diversamente dall’altro ospedale e dall’Italia, qua si organizzano i turni lavorativi un paio di mesi prima del dovuto e già da fine ottobre sapevo già che sarei rimasto reperibile in reparto sia a Natale che a Capodanno.

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Per fortuna però i miei genitori e mio fratello hanno deciso di raggiungermi e passerò queste festività insieme a loro, perché secondo me “dove c’è famiglia, c’è casa”.

Per quanto mi riguarda, i turni non sono stati finora molto pesanti. Si impara ogni giorno sempre qualcosa di nuovo e la motivazione è costantemente alta e di ottima qualità: il fatto di essere quasi ogni giorno in sala operatoria e il lavorare in un ottimo ambiente di lavoro aiuta davvero molto, credetemi.

È sempre così quando si fa quello che ci piace.

Ho finalmente cominciato il grimorio, inserendoci alcuni algoritmi, schemi e “consuetudini” del mio Abteilung.

Grazie ad un graditissimo regalo di Cord, il mio mentore, possiedo finalmente dei veri e propri libri di procedure chirurgiche, quindi credo proprio che comincerò a scrivere dei veri e propri post sulle diverse patologie con cui ho a che fare ogni giorno e sulle varie tipologie di terapie ed operazioni ad esse correlati.

Nel frattempo mi sto anche organizzando i corsi da seguire il prossimo anno. Tra questi ci sarà sicuramente un corso di perfezionamento di ecografia dell’apparato locomotore, uno di Manuelle Therapie (terapia manuale) e se, trovo il tempo, anche cominciare una Fortbildung di agopuntura.

Colgo l’occasione per augurare a tutti voi buone feste, ovunque vi troviate!!!

Spero che riusciate a passare queste festività in pace, serenità e armonia e che possiate raggiungere tutti i vostri obiettivi.

Alla faccia di Poletti.

Gian Marco

4 pensieri su “Il primo Natale in Germania di “uno che si è tolto tra i piedi””


  1. Tanti auguri di buone feste anche a te, da un’altra che si è tolta dai piedi 🙂 Questo è il mio secondo Natale lontana da casa e sono di guardia in ospedale, quindi festeggio con colleghi, infermieri e ostetriche 🙂
    E buone formazioni per l’anno prossimo, anche io proprio ieri mi sono messa a fare la lista di quelle che vorrò fare nel 2017.
    Per quanto riguarda i post di chirurgia, trovo che siano un’ottima idea, li aspetto impaziente. Ancora auguri!


  2. Ciao Gian Marco,
    visto che dovrei immergermi nello studio del tedesco, per chiarirmi un po’ le idee vorrei porti alcune domande sulla vita che si può condurre da specializzando in Germania. Perché è vero che si emigra per diventare dei medici competenti, ma questo significa una vita di soli sacrifici?
    In merito a quanto si dice in giro sui costumi e sulle particolarità del popolo tedesco, stando alla tua esperienza, è possibile costruirsi una vita sociale, praticare uno sport, dedicarsi ad un hobby durante il tempo libero o quest’ultimo è davvero risicato? I tedeschi sono così distanti e freddi come si dice? È davvero così improbabile trovarsi un amico?
    Lessi da un tuo vecchio post che lavoravi dalle 7:30 alle 16 (9h e mezzo di lavoro???) adesso leggo 40h settimanali? Come stanno le cose?
    Ti ringrazio per una tua risposta e per tutto quello che condividi essendo sicuramente di aiuto a tante persone, ti auguro il meglio.


    • Ciao Stefano! Grazie per i tuoi complimenti!
      Viste le molte perplessità, cercherò di risponderti con ordine:
      – specializzarsi in Germania deve essere una scelta ben ponderata, non un’alternativa, un piano B o una scorciatoia, in quanto la vita da specializzando qui è abbastanza dura.
      – si ha del tempo per se stessi, certo, ma a causa del tipo di vita che si conduce, ogni giorno c’è un tipo di impegno diverso. Per dirne una, io sono riuscito con molta difficoltà a fare il cambio di residenza in quanto l’ufficio preposto è aperto dal lunedì al venerdì fino alle 12 e il sabato non apre, costringendomi a prendere un giorno di vacanza per sbrigare questa incombenza. Credo che chi è organizzato ed estremamente diligente possa condurre un discreta vita al di fuori dell’ospedale.
      -i tedeschi sono bravissime persone e molto simpatiche, ma hanno bisogno di tempo per capire che anche TU sei come loro. Il problema principale è che i colleghi al lavoro sono solo colleghi. Con qualcuno si può riuscire a legare di più, certo, ma si rimane sempre nella sfera lavorativa. Oltretutto la maggior parte dei colleghi è già sposata e finito il turno decidono giustamente di andare a casa, invece che uscire per una bicchierata.
      – dalle 7:30 fino alle 16 sono 8 ore e mezzo di lavoro, di cui 30 minuti di pausa pranzo. In ogni caso, le ore lavorative sono di più, ma possono venire conteggiate come straordinario, ma se sei all’inizio non ti permetteranno di farlo: se vuoi rimanere di più, sarà solo per tua volontà, quindi sarà “freiwillig”.

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