Sparare e muoversi

Riflessioni di fine anno.

Quest’anno, come avrete notato, ho avuto molto meno tempo nello scrivere articoli, mi sono limitato a riportare esempi di lettere in tedesco utili per i lettori più di “nicchia”.

A fine anno, però, cerco sempre di fare una sintesi di tutto quello che è successo e trarre un concetto, un’idea o una “morale” da tenere in mente per il futuro.

Dopo tanto pensare, mi sono rammentato dello “sparare e muoversi”.

Ho trovato questa foto fra le molte che conservo. Non mi ricordo se si tratta di una normale giornata lavorativa o di Doom 2

Era il Credo di un amico di mio fratello, R., conosciuto oramai più di dieci anni fa. Ricercatore londinese, laureato a Yale ma con esperienza da paracadutista nell’esercito israeliano.

Dalla cultura spaventosa e dotato del tipico umorismo britannico, ricordo alcune sue idee sulla vita e sul suo approccio ad essa di cui sia io che mio fratello abbiamo fatto e facciamo tesoro. Una volta, parlando, ci disse approssimativamente:

Nella vita si deve sempre cercare di andare avanti. A volte ti capita di entrare in un momento di blocco, sembra che qualunque cosa tu faccia sia inutile, anzi controproducente e per questo motivo ti deprimi ancora di più, innescando un circolo vizioso, dal quale però, secondo me, si può uscire. […] Un mio generale diceva che nelle battaglie di fanteria esiste una sola strategia: sparare e muoversi. Mentre spari con la tua arma, devi continuamente muoverti verso il nemico: il tuo fuoco lo costringe a tenere la testa bassa, impedendogli di sparare a sua volta, nello stesso tempo avvicinandoti fai sì che i tuoi colpi vadano a segno più facilmente. Se resterai immobile il nemico ti sparerà addosso e sono guai. Mi ci sono voluti anni per capire che questo principio lo puoi applicare nella vita comune: ogni giorno devi fare un passo avanti, non importa se farai errori o prenderai cantonate, devi rialzarti, correggere il tiro e avanzare […] il tempo finirà per essere il tuo migliore alleato“.

Nelle dovute proporzioni è vero e, in più, è un concetto sempre attuale.

Se ti risulta difficile studiare, impegnati ad aprire il libro ogni giorno, all’inizio sarà dura, ma via via si riacquisterà il ritmo.

Se a lavoro non sei produttivo, cerca di coricarti prima la sera e al ritorno da lavoro sforzati di aprire il PC o i libri e di fare qualcosa.

Se non trovi lavoro, continua a cercare o ad un certo punto inventatelo, ma non stare fermo ad aspettare.

Se hai avuto una delusione d’amore, rialzati e vai avanti, giorno per giorno.

Come disse Marco Ferradini in “Teorema”:

“Lascia aperta la porta del cuore /vedrai che una donna/ è già in cerca di te”.

Nella vita, però, nulla è semplice.

“Sparare e muoversi” significa soprattutto affrontare i propri errori e i propri comportamenti sbagliati, cercare in sé stessi le motivazioni per andare avanti, non chiedersi mai “cos’ha lui che io non ho?” quanto “cosa posso imparare da lui?“, significa essere umili volendosi bene e cercando di migliorarsi giorno dopo giorno.

Essere umili per me significa riconoscere le mie doti ma anche quelle degli altri, senza invidia. Un impegno ad avanzare, a migliorarsi e migliorare chi ci sta attorno.

Domanda “alla Marzullo” per l’anno nuovo: essere umili significa sottovalutarsi o piuttosto avere grande coscienza delle proprie capacità?

Buone Feste!

Gian Marco

Buoni propositi per l’anno nuovo

Mentre lo scorso anno ero rimasto in Germania sia a Natale che a Capodanno, quest’anno sono riuscito a tornare a casa e a riabbracciare la mia famiglia.

Tra feste, festini, ritrovi e visite (fatte e ricevute) riesco finalmente a trovare un momento per scrivere qualcosa.

berlin

Non ho mai fatto una “to-do list” per il nuovo anno, ma per questa volta farò un’eccezione, dato che il 2017 ha avuto in serbo diverse sorprese, sia positive che negative.

Cosa vorrei fare nel 2018:

  • pensare molto di più alla mia salute, serenità e felicità;
  • continuare a scrivere e riuscire a finalmente a pubblicare alcune parti del Grimorio;
  • viaggiare.

Cosa NON vorrei fare nel 2018:

  • farmi condizionare da persone negative;
  • soffrire troppo di solitudine;
  • Dormire troppo poco.

Buon anno a tutti!

Gian Marco

Il primo Natale in Germania di “uno che si è tolto tra i piedi”

Questi ultimi mesi sono volati così velocemente, che solo alla festa di reparto mi sono accorto che il Natale era finalmente alle porte.

Come si evince dal titolo, questo è il mio primo Natale all’estero. Diversamente dall’altro ospedale e dall’Italia, qua si organizzano i turni lavorativi un paio di mesi prima del dovuto e già da fine ottobre sapevo già che sarei rimasto reperibile in reparto sia a Natale che a Capodanno.

albero

Per fortuna però i miei genitori e mio fratello hanno deciso di raggiungermi e passerò queste festività insieme a loro, perché secondo me “dove c’è famiglia, c’è casa”.

Per quanto mi riguarda, i turni non sono stati finora molto pesanti. Si impara ogni giorno sempre qualcosa di nuovo e la motivazione è costantemente alta e di ottima qualità: il fatto di essere quasi ogni giorno in sala operatoria e il lavorare in un ottimo ambiente di lavoro aiuta davvero molto, credetemi.

È sempre così quando si fa quello che ci piace.

Ho finalmente cominciato il grimorio, inserendoci alcuni algoritmi, schemi e “consuetudini” del mio Abteilung.

Grazie ad un graditissimo regalo di Cord, il mio mentore, possiedo finalmente dei veri e propri libri di procedure chirurgiche, quindi credo proprio che comincerò a scrivere dei veri e propri post sulle diverse patologie con cui ho a che fare ogni giorno e sulle varie tipologie di terapie ed operazioni ad esse correlati.

Nel frattempo mi sto anche organizzando i corsi da seguire il prossimo anno. Tra questi ci sarà sicuramente un corso di perfezionamento di ecografia dell’apparato locomotore, uno di Manuelle Therapie (terapia manuale) e se, trovo il tempo, anche cominciare una Fortbildung di agopuntura.

Colgo l’occasione per augurare a tutti voi buone feste, ovunque vi troviate!!!

Spero che riusciate a passare queste festività in pace, serenità e armonia e che possiate raggiungere tutti i vostri obiettivi.

Alla faccia di Poletti.

Gian Marco

Diversità culturali – i mercatini di Natale

Da circa una settimana è iniziato l’Avvento, cioè quel periodo che precede il Natale e ci si prepara allo stesso.

A casa nostra in questo periodo mia madre cominciava a preparare il Presepe e ad “addobbare la casa a festa”. Io, come ogni altro studente di medicina, lo passavo a preparare l’ultimo esame dell’anno solare che in genere cadeva o il 21 o il 22 dicembre.

Che ricordi!

***

Esame di Chirurgia Generale.

Data: 23 dicembre

Luogo: sotterranei (!) del dipartimento di discipline chirurgiche

Temperatura esterna: 3 gradi Celsius. Temperatura percepita nei sotterranei: -30 gradi Kelvin.

Numero degli iscritti: 20 circa.

Inizio previsto dell’esame: ore 8:00

Arrivo del Professore Megagalattico: ore 18:30

Domanda di un temerario: “Prof, all’esame possiamo portare il panettone? Nel caso l’esame scapoli al 24…” Risposta: “Ragazzi, tranquilli: in caso, l’esame verrà rinviato al 27” (!).

Fine del ricordo.

***

Torniamo a noi.

I mercatini di Natale quindi li “ho scoperti” solo quando sono approdato in Germania. All’epoca ero a Düsseldorf e stavo ancora imparando le basi del tedesco.

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Questi mercati hanno un’origine molto antica: si hanno delle testimonianze già a partire dal 1400. Devo dire che ne sono rimasto incuriosito e affascinato allo stesso tempo. Vedere tutti quei casotti con in vendita memorabilia varia, osservare gente che mangia e beve in allegria anche a -15° e avvertire nell’aria uno spirito natalizio che non avevo mai visto prima.

Intendiamoci, andando nel dettaglio non era niente di fantasmagorico: gli articoli in vendita sono prodotti artigianali “particolari” in stile “pollo di gomma con una carrucola in mezzo” (per saperne di più, giocate a “Monkey Island” o guardate su Google); la gente beve e mangia come se non ci fosse un domani e la domenica a partire dalle 20 è tutto chiuso (!!!).

Il modo con cui però i tedeschi vivono questo periodo è unico. L’atmosfera che si respira è davvero particolare!

Bevanda regina di questo tempo è Il Glühwein, cioè del caldo vino rosso con zucchero e spezie aromatiche. In Italia è conosciuto come Vin brulè.

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Inutile dire che ne scorre a fiumi. Naturalmente ne esiste anche una versione per i bambini.

I mercatini più conosciuti sono quelli di Colonia, Norimberga, Francoforte, Berlino, Monaco, Lubecca, Stoccarda e Dresda. In sostanza queste bancarelle si trovano in ogni dove, ma quelli delle città citate sopra sono quelle più caratteristiche e particolari.

Uno di questi weekend spero di andare a vedere cosa hanno organizzato a Magonza o a Francoforte, le città più vicine a dove vivo adesso. Oppure potrei recarmi a Berlino, Norimberga o Düsseldorf e per l’occasione andare a trovare dei miei cari amici.

Devo ancora rifletterci, ma so solo una cosa.

Voglio solo bere del caldo Glühwein in compagnia e chiedermi come ogni altro anno:

ma perché diamine il Professore Megagalattico ci ha fatto fare l’esame nei sotterranei?

Gian Marco