Guida alla sopravvivenza – Il Neutral-Null-Methode

Con questo post voglio iniziare una serie di articoli basati sugli argomenti fondamentali che un ortopedico dovrebbe avere ben chiari in mente.

Il primo di questi è il Neutral-Null-Methode.

Il Neutral-Null-Methode – o “Range of motion” – è il metodo con cui si determina la flessibilità articolare permessa da un’articolazione. Per misurare gli angoli di flessibilità si utilizza un goniometro (“Winkelmesser”) e si calcolano in gradi di libertà, anche se con il tempo e con l’esperienza acquisita si andrà “a occhio”.

La conoscenza degli angoli delle articolazioni è alla base dell’Anamnese ortopedica.

Bisogna tenere a mente il raggio di libertà delle articolazioni più importanti.

Qui di seguito un breve schema.

ken cap 57

Articolazione dell’anca – “Hüftgelenk“

  • Estenzione/Flessione (Extension/Flexion): 10° – 0° – 120°
  • Abduzione/Adduzione (Abduktion/Adduktion): 45° – 0° – 30°
  • Rotazione esterna/Rotazione interna (Außenrotation/Innenrotation): 50° – 0° – 40°

Articolazione tibio-tarsale – “Oberes Sprunggelenk” (OSG)

  • Estensione dorsale/Flessione plantare (Dorsalextension/Plantarflexion): 20°/30° – 0° – 40°/ 50°

Come si può vedere, esso consta di tre gruppi di cifre.

Il primo gruppo descrive un movimento che allontana la parte presa in esame dal resto del corpo. In questo rientrano i movimenti di estensione e abduzione e la pronazione.

Il secondo gruppo rappresenta la posizione “zero” dell’articolazione, cioè il Null del metodo.

Il terzo gruppo infine esprime un movimento che avvicina la parte considerata al corpo, quindi la flessione, adduzione e la supinazione.

In vari casi patologici, non sempre la seconda cifra è rappresentata dal valore 0. Un esempio: nel caso dell’articolazione tibio-tarsale, se il paziente è affetto da piede equino, una condizione patologica in cui la punta del piede è rivolta verso il basso, è chiaro che la posizione Null avrà un valore diverso da 0, tipo 20°. Di conseguenza noi in questo caso scriveremo una cosa del genere:

Estensione dorsale/Flessione plantare (Dorsalextension/Plantarflexion): 0° – 20° – 40°.

Un raggio di movimento articolare limitato indica perciò un problema nell’articolazione di tipo meccanico o patologico proprio dell’articolazione.

La misurazione degli angoli tiene conto sia quando il movimento compiuto dalla giuntura avviene attivamente, sia quando avviene passivamente grazie all’aiuto del medico. In genere vanno prese entrambe le misurazioni al momento dell’Abschlussaufnahme, cioè della visita pre-dimissione, bisognerebbe rimisurare le articolazioni considerate e segnarle sulla cartella con un colore diverso, in modo da renderle più evidenti.

 

Gian Marco

La mia prima settimana di specializzazione

Lunedì 18 gennaio ho iniziato finalmente la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia (in tedesco: “Orthopädie und Unfallchirurgie”).
I primi due anni, definiti “Common Trunk” li dovrò passare in un reparto di Chirurgia Generale (“Allgemeinchirurgie”), di cui:

– 6 mesi in Pronto Soccorso (“Notaufambulance”)
– 6 mesi in Reparto degenza (“Station”)
– 6 mesi in Terapia Intensiva (“Intensivstation”)
– 6 mesi fra Pronto Soccorso e Reparto, con la possibilità di andare in Sala Operatoria (“Operationssaal”)

Lunedì ho passato quasi tutta la giornata a risolvere un po’ di burocrazia: indumenti da lavoro, cartellino, telefono per il reparto, password e chiavi di accesso varie. Per tutto questo mi ha aiutato uno strutturato, che mi ha anche mostrato tutti i reparti dell’ospedale e mi ha presentato ai vari primari e infermieri.

A partire da martedì fino alla fine della settimana ho osservato come funziona il pronto soccorso (dove passerò i primi sei mesi), gli infermieri e i medici di riferimento, la “burocrazia ospedaliera”, l’attrezzatura disponibile, le stanze, i programmi usati.

In generale la giornata di lavoro inizia alle 7:30 con il prelievo del sangue ai pazienti del reparto degenza, intorno alle 7:45 fino alle 8:30 c’è un briefing mattiniero (“Frühbesprechung”), in cui si parla dei pazienti che sono arrivati nel turno di guardia precedente e di quelli che dovranno arrivare in giornata per poter essere registrati e operati. Dopodiché si inizia a lavorare in pronto soccorso, fino alle 15:30, dove c’è un secondo briefing in cui si parla dei pazienti arrivati. Alla fine del briefing, alle 16, si considera ufficialmente finita la giornata di lavoro.

Durante questi mesi posso partecipare ad alcuni seminari e convegni per migliorare la mia formazione, come corsi di diagnostica ad ultrasuoni e di radiografia tradizionale. La partecipazione a tali corsi non conta come giorni di ferie ed è spesato dall’ospedale. In Italia questo sarebbe incredibile!

Sinceramente, è stata una settimana molto caotica: moltissime cose e persone da ricordare, discussioni su argomenti in cui non ero avvezzo, difficoltà a capire colleghi e pazienti a causa del dialetto locale. Inoltre, le condizioni ambientali non aiutano: un giorno si sono toccati -18° e il sole è apparso solo venerdì pomeriggio, dopo due settimane di cielo nuvoloso.

12522939_10208463395051371_4172859388372235521_n

Parlando con il primario e i vari colleghi ho capito però che questa sensazione di “sgomento” è una cosa comune e che devo avere pazienza, soprattutto con me stesso. Confidenza, conoscenza e familiarità si acquisiscono col tempo e i colleghi, dal primario in giù, sono disposti a consigliare e aiutare.

In ogni caso, sono riuscito a sopravvivere a questa prima settimana, nel bene nel male, e dalla prossima si dovrebbe cominciare a “dare un po’ più di gas”, come dicono qui.

Speriamo bene.

Gian Marco