Specializzazione in Germania: Piccola guida alla maternità di Gea

A quanto pare il racconto di Pegasus ha scatenato diversi scrittori in erba! Adesso è la volta di Gea, specializzanda e madre italiana in terra teutonica.

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Salve a tutti colleghi e colleghe,

Mi chiamo Gea, sono una collega del secondo anno in neurologia.  Sono arrivata in Germania con nessuna ambizione medica ma solo per amore, essendo quello che è diventato mio marito, un bel tedescone. Ebbene, per non farci mancare niente, con un bel appartamento, un lavoro sicuro, abbiamo deciso di ampliare la famiglia. Immagino che tra di noi ci sia qualche collega alle prese con le prime domande e con i primi attimi di panico del tipo “WTF, e mo’ che faccio?”.

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Innanzitutto, comincerò a fare i “Bereitschaftdienst” (più comunemente detti “Spätdienst), cioè per solo tre giorni lavorerò dalle 9:15 fino alle 20 di sera, dove dalle 16 alle 20 sarò da solo in Pronto Soccorso (col supporto però di un “Oberarzt”, una sorta di vice-primario). È un aumento di responsabilità e una prova di fiducia nei miei confronti. Mi auguro di essere all’altezza della situazione.

E poi…ho finalmente effettuato il mio primo intervento da Primo Operatore!!!

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Naturalmente era un intervento molto semplice, una Plattenentfernung da un osso metatarsale, cioè la rimozione della piastra e delle viti di una precedente osteosintesi.

Devo dire che non me lo aspettavo ed ero molto emozionato; ma al momento dell’incisione iniziale tutto svanisce e si pensa solo all’intervento.

Il vice-primario è stato molto cortese e paziente e mi ha aiutato anche nei piccoli momenti di difficoltà (osso metatarsale più in profondità di quanto previsto, sangue che sgorga all’improvviso dalla ferita, mettere i punti sottocutanei, i nodi, etc.).

Dopo l’intervento si deve dettare sia ciò che si è fatto che le indicazioni post operatorie, si deve inserire il tutto nel programma di gestione dei pazienti e inoltre deve essere esplicitato anche l’indomani al briefing mattutino.

Come si può notare, la burocrazia medica è notevole ovunque, quasi come in Italia, e vista così sembra davvero difficile, ma devo dire che sia i programmi gestionali che il sistema burocratico, nonostante siano ovviamente in tedesco, è molto “foreigner friendly”. Le lettere di dimissioni vengono puntualmente corrette in “tedesco medichese”, i programmi sono molto semplici e c’è sempre qualcuno che ti aiuta!

A proposito di burocrazia, alcuni volevano sapere come barcamenarsi sulle pratiche iniziali, ad esempio il sistema contributivo, l’assicurazione medica, il medico di base, etc. Le incombenze purtroppo sono molte e quindi non è possibile trattarle in un solo post, perciò presto ne scriverò altri al riguardo.

Comunque per iniziare a vedere un po’ com’è la situazione, segnalo questa guida che l’Ambasciata Italiana a Berlino distribuisce gratuitamente; io l’ho trovato estremamente utile.

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A presto e buon weekend!

Gian Marco

Non si finisce mai di studiare!

Per fortuna anche questa settimana è filato tutto liscio come l’olio! Ho iniziato a fare gli “Ärztliche Aufklärung”, cioè si spiega al paziente che deve essere operato la portata e la gravità della sua condizione, come viene condotta l’operazione chirurgica e i rischi ad essa correlati.

Devo dire che i pazienti si sono dimostrati tranquilli e civili, inoltre man mano che passa il tempo si acquista sempre più dimestichezza non solo con il tedesco, ma anche con il dialetto locale.

Migliora anche la pratica medica: si mettono punti, si cerca di interpretare le radiografie e le ecografie, si posizionano accessi venosi e ogni santo giorno ci sono da fare almeno una ventina di prelievi. Infine, sono riuscito ad andare in sala!!! Ero solo il secondo operatore, ma come principiante non mi è permesso fare di più, per ora.

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Tornato a casa e durante il weekend cerco di ripassare quanto appreso. Come libri, si stanno rivelando utili:

  • “Anamnese Untersuchung Diagnose” della Springer: da “l’impronta” su come si deve svolgere un’anamnesi, effettuare una visita e stabilire una diagnosi. È suddivisa per discipline (c’è pure un capitolo sui casi psichiatrici).
  • “Il tedesco medico” di Peter Gross, CIC edizioni internazionali. Libriccino vecchiotto (1998), ma utilissimo per imparare la maggior parte dei termini medici comuni. C’è la doppia traduzione: sul lato sinistro è scritto in tedesco, sulla destra in italiano.
  • “Deutsch für Ärztinnen und Ärzte”, sempre della Springer. Come dice il nome, è il libro cui tutti i medici stranieri alle prime armi fanno riferimento. Ci sono esempi di anamnesi, lettere di dimissioni, abbreviazioni, termini medici. Un “Must have”!

Siti ce ne sono molti, io uso spesso:

  • http://flexikon.doccheck.com/de : sito ricco di articoli e argomenti, in continuo aggiornamento.
  • arztbriefmanager.de: come dice il nome, permette di esercitarsi nella scrittura di “arztbrief”, quella che in italiano si potrebbe tradurre in senso molto largo come “lettera di dimissioni”
  • http://www.imed-komm.eu/kurs_aerzte : è un corso online e completamente gratuito di tedesco medico, con link a Youtube e ad altri siti.

In genere, al ritorno dal lavoro cerco di studiare almeno un’ora; inoltre mi dedico allo studio di una grossa patologia a settimana, in modo da “farla mia” e di ripassarla velocemente in caso di necessità.

La nostra è e sarà sempre una professione in progress!

A presto

Gian Marco