In queste ultime settimane “in trincea” ne succedono di tutti i colori: colleghi che si danno malati, che si mettono in paternità o, peggio, che si licenziano; operazioni posticipate o annullate causa Coronavirus; discussioni su “chi” deve fare “cosa” e “come” fra primari, medici e infermieri.
In pratica c’è letteralmente qualcuno o qualcosa da coprire, come un collega o un Dienst, e questo crea sempre malumore già nelle vere truppe militari.
Per fortuna io, di mio, sono ottimista per natura e vado avanti spedito!
Siccome sono fortunato, mi è toccato il mega turno del primo maggio fino al lunedì: in pratica tornavo a casa solo per dormire.
In generale è stato un tempo lungo ma tranquillo: causa i nuovi regolamenti teutonici, c’era davvero poca gente per le strade e questo per me come traumatologo vuol dire molti meno incidenti di auto o moto.
Tuttavia, causa licenziamenti di massa, mi sono dovuto occupare anche dei pazienti internistici.
Come avevo già accennato, molti colleghi di Innere Medizin se ne sono andati a causa di contrasti con il loro Chef, di conseguenza il loro pronto soccorso è stato spostato nel nostro presidio che è prettamente chirurgico.
Dal lunedì al venerdì, dalle 07:30 fino alle 23:30 abbiamo il supporto di un collega internista (uno dei pochi rimasti). Dalle 23:30 in poi dobbiamo occuparci noi chirurghi di questi pazienti internistici e, se abbiamo problemi o dubbi, chiamare il “medico di supporto” (Hintergrunddienst).
La mattina di sabato, domenica e festivi (solo mattina) il chirurgo di guardia è completamente solo, si deve occupare del proprio reparto e del pronto soccorso sia chirurgico che internistico.
Come avrete capito, c’è stato un bel po’ di lavoro da fare.
I pazienti “internistici tipo” dei festivi e dei weekend sono:
- Persone con intossicazione acuta da alcool;
- Persona con ferite multiple (pz ubriaco ha percorso 20 km di autostrada in bici di notte, arriva da noi e riempie Raum 4 di un indefinito cibo etnico);
- Tachiaritmia di origine non chiara (se va bene, è indigestione, se va male è una fibrillazione atriale che va cardiovertita subito);
- Attacchi di panico di qualsiasi natura (?);
- Debolezza generale dovuti ad alta o bassa pressione del sangue (in sostanza gente che, al ritorno da una grigliata, volevano capire se avevano avuto un infarto o un’angina o avevano solo dimenticato di prendere le medicine);
- Infarti acuti del miocardio (quelli veri, duri e crudi);
- Sincopi di varia origine (cardiaca, da denutrizione, da disidratazione, da deglutizione).
Insomma, posso dire di non essermi annoiato questo weekend.
Prossimamente cercherò di raccontare in dettaglio qualche episodio divertente!
Gian Marco

