Moin! Ecco a voi la prima parte delle Briefe di Ortopedia e Traumatologia. Spero di pubblicare al più presto le altre parti. Non garantisco la completezza o la correttezza dei contenuti!

Moin! Ecco a voi la prima parte delle Briefe di Ortopedia e Traumatologia. Spero di pubblicare al più presto le altre parti. Non garantisco la completezza o la correttezza dei contenuti!

La Vestfalia viene considerata un po’ come la Lombardia tedesca: Land molto ricco, tantissime opportunità di lavoro, chi viene dal di fuori è un “giargiana”!
In questo senso anche il ritmo lavorativo è molto lombardo.
Come vi avevo già accennato, nel mio ospedale abbiamo un tipo di guardia che consiste nel lavorare 12 ore (08:00 – 20:30) per quattro giorni consecutivi (48 ore lavoro netti), seguiti poi da tre giorni di “Day Off”.
Se questa guardia, ad esempio, cade fra lunedì e giovedì, il carico di lavoro almeno fino alle 16 è dimezzato perché ci sono anche gli altri colleghi traumatologici del turno normale. Alle 15:30 poi monta il Kollege che fa la notte e in più c’è l’altro medico di guardia che fa il turno di 24 ore per le altre branche chirurgiche (generale/viscerale, toracica, urologica).
Quindi non si è mai da soli. In teoria.
Se invece questa guardia cade fra venerdì e lunedì, come per puro caso è capitato a me lo scorso weekend, ecco che il carico di lavoro almeno raddoppia, perché dal mattino fino a che non arriva il collega del turno di notte si è da soli e occorre:
È proprio su quest’ultimo punto che vorrei concentrarmi.

Le mie “Varie ed eventuali” di questo weekend sono state:
P.s. sì, la verità è che sono anch’io un po’ imbruttito:
A presto,
Gian Marco
In queste ultime settimane “in trincea” ne succedono di tutti i colori: colleghi che si danno malati, che si mettono in paternità o, peggio, che si licenziano; operazioni posticipate o annullate causa Coronavirus; discussioni su “chi” deve fare “cosa” e “come” fra primari, medici e infermieri.
In pratica c’è letteralmente qualcuno o qualcosa da coprire, come un collega o un Dienst, e questo crea sempre malumore già nelle vere truppe militari.
Per fortuna io, di mio, sono ottimista per natura e vado avanti spedito!

Siccome sono fortunato, mi è toccato il mega turno del primo maggio fino al lunedì: in pratica tornavo a casa solo per dormire.
In generale è stato un tempo lungo ma tranquillo: causa i nuovi regolamenti teutonici, c’era davvero poca gente per le strade e questo per me come traumatologo vuol dire molti meno incidenti di auto o moto.
Tuttavia, causa licenziamenti di massa, mi sono dovuto occupare anche dei pazienti internistici.
Come avevo già accennato, molti colleghi di Innere Medizin se ne sono andati a causa di contrasti con il loro Chef, di conseguenza il loro pronto soccorso è stato spostato nel nostro presidio che è prettamente chirurgico.
Dal lunedì al venerdì, dalle 07:30 fino alle 23:30 abbiamo il supporto di un collega internista (uno dei pochi rimasti). Dalle 23:30 in poi dobbiamo occuparci noi chirurghi di questi pazienti internistici e, se abbiamo problemi o dubbi, chiamare il “medico di supporto” (Hintergrunddienst).
La mattina di sabato, domenica e festivi (solo mattina) il chirurgo di guardia è completamente solo, si deve occupare del proprio reparto e del pronto soccorso sia chirurgico che internistico.
Come avrete capito, c’è stato un bel po’ di lavoro da fare.
I pazienti “internistici tipo” dei festivi e dei weekend sono:
Insomma, posso dire di non essermi annoiato questo weekend.
Prossimamente cercherò di raccontare in dettaglio qualche episodio divertente!
Gian Marco
Queste sono le domande che mi vengono rivolte quotidianamente attraverso i messaggini che mi arrivano ogni giorno dall’Italia e da altre parti del mondo da amici, parenti, conoscenti e abitatori vari del “villaggio globale”.
Purtroppo ho avuto pochissimo tempo, specialmente nell’ultimo periodo, tuttavia adesso tenterò di ricucire il filo del “mio” discorso passato.
Da quest’anno sono ritornato “definitivamente” in traumatologia (salvo eventuali problemi socioeconomici tedeschi, quindi incrociamo le dita). Ho ruotato un’altra volta e adesso esercito in un ospedale distante un’ora da dove vivo. In Sicilia non sarebbe possibile fare il pendolare con due treni, ma qui per fortuna i mezzi pubblici funzionano in modo soddisfacente (anche con qualche tromba d’aria di troppo!).

In questa clinica mi sto trovando molto bene. Certo, si lavora molto come sempre, però si sa, quando fai una cosa che ti piace la stanchezza di sente meno! In questo periodo poi si lavora anche più di prima a causa del Covid-19 e quindi siamo entrati da un paio di settimane in uno stato di crisi.
Ciò significa:
Dato che siamo in un vero e proprio stato di guerra, dobbiamo gestire TUTTE LE TIPOLOGIE di pazienti che arrivano in pronto soccorso, cioè anche quelli che normalmente non sarebbero di nostra competenza dato che il mio è un ospedale prettamente chirurgico.
Ovviamente adottiamo tutte le misure necessarie e l’Istituto di Igiene Regionale ci dà una mano ogni volta che può, ma le linee guida vengono aggiornate almeno 2 volte al giorno e se hai avuto magari una guardia domenica con un riposo al lunedì, martedì al rientro ci sono nuove strategie da adottare.
Insomma, bisogna fare di necessità virtù, adattarsi e in ogni caso raggiungere lo scopo. Chiaramente stiamo vivendo in un periodo particolarissimo, molti lo definiscono “epocale”, per cui i turni di lavoro non si misurano più ad ore bensì dalla capacità di resistere, “sotto pressione” sia psichica che fisica. Nessuno guarda più l’orologio! Vai avanti finché ce la fai a stare in piedi. Quindi la risposta che mi sento di dare alla domanda iniziale è: Quando finirà questo stato di cose? Comunque sono convinto che ce la faremo!
Gian Marco