Il Mio Percorso di Specializzazione in Germania: La Mia Esperienza in un Podcast 🎙️

Ciao a tutti! 👋

Oggi voglio condividere con voi un’esperienza speciale: la mia partecipazione a un podcast dedicato alla vita da specializzandi e al mondo della medicina. Quando Martina Damiani mi ha suggerito di ascoltare il podcast di Alessio Carabellese, non immaginavo che sarei finito dietro al microfono, ma eccomi qui!

Durante la puntata, ho avuto l’opportunità di raccontare il mio percorso: le sfide della specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, i turni di notte (e il caffè che li accompagna ☕), le soddisfazioni di crescere professionalmente in un ambiente internazionale e il delicato equilibrio tra lavoro, studio e vita personale.

🎧 Perché dovresti ascoltarlo?
Se sei uno studente di medicina, un giovane medico o semplicemente curioso di sapere cosa c’è dietro il camice, questo episodio potrebbe ispirarti, informarti o farti sorridere. Abbiamo parlato di:

  • Come funziona la specializzazione in Germania.
  • Le difficoltà quotidiane della specializzazione e le piccole vittorie che fanno la differenza.
  • Consigli pratici per affrontare il percorso medico con resilienza e passione.

🌟 Un grazie speciale
Voglio ringraziare di cuore Alessio Carabellese per avermi ospitato nel suo podcast e per l’ottimo lavoro che fa nel raccontare il mondo della medicina con umanità e professionalità. Un grazie anche a Martina Damiani, che mi ha segnalato questa bellissima opportunità.

💡 Ascolta l’episodio completo
Puoi trovare l’intervista qui oppure cercare il podcast “Studio Carabellese” sulla tua piattaforma preferita (YouTube, Spotify, ecc.).

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti! Il tuo feedback è sempre il benvenuto. 😊

A presto,
Gian Marco

Stato dell’arte dei medici italiani all’estero

Questo è il mio articolo pubblicato su “Sanità 24 – il Sole 24 Ore” del 4 Dicembre 2023. E’ stato editato con il titolo «Io, “expat” in Germania in fuga dalla burocrazia, bassi stipendi e aggressioni».

Egregio Direttore,


ho avuto modo di leggere sul suo quotidiano l’intervista al dottor Piracci e l’articolo della dottoressa Gobbi a proposito dei medici che vogliono andare a lavorare all’estero. Sono anch’io “medico ed expat” e vorrei aggiungere alla discussione la mia esperienza di medico italiano in Germania.


Concordo pienamente con il mio collega quando afferma che dal punto di vista qualitativo, il sistema sanitario italiano è uno dei migliori al mondo. Tuttavia, il motivo principale che spinge molti di noi medici a cercare opportunità all’estero è la presenza di una burocrazia obsoleta, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate.

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Come si può evincere dal titolo, questa volta ho unito due rubriche in un unico articolo. Capirete subito perché.

Uno dei frequentatori più assidui che si vedono in pronto soccorso è il paziente che si è ferito con una sega elettrica.

Fra i principali hobby del tedesco (il genere è ininfluente) vi è quello di dilettarsi nel fai-da-te. Queste persone si trovano spesso da OBI, famosa azienda di Wermelskirchen specializzata nei settori del bricolage e del giardinaggio, dove non solo fanno incetta dei materiali ma anche e soprattutto degli attrezzi idonei.

Caratteristiche comuni di queste persone sono:

  • Un elevato grado di miopia;
  • L’assurda svogliatezza ad indossare dei guanti di protezione;
  • L’incredibile grado di accuratezza con la quale riescono a ricordarsi giorno, mese e anno dell’ultima antitetanica.

Dal punto di vista clinico, lamentano diverse ferite lacero-contuse a livello delle mani, più o meno profonde a seconda delle prime due caratteristiche sopracitate.

Può anche capitare che una o più dita siano completamente amputate: in questo caso si spera (e in genere è così) che il paziente si presenti con le dita mozzate in un sacchetto di ghiaccio.

Ovviamente, se il danno è grave – amputazione, o interessamento parziale dei nervi e/o dei tendini – il paziente viene trasferito al centro di chirurgia della mano più vicino.

Se il danno è lieve, le ferite vengono disinfettate, suturate e se ne segue il decorso.

Generalmente sono infortuni avuti in ambito privato, quindi il medico coinvolto è l’Hausarzt (il medico di famiglia).

Nel caso di un lavoratore, viene dirottato dal Durchgangarzt (detto anche “D-Arzt”, è medico dell’assicurazione infortunistica, in Italia sarebbe il medico che lavorano per l’INAIL), il quale documenta tutto nel rapporto dell’assicurazione contro gli infortuni e lo trasmette alla compagnia assicurativa.

Nota curiosa: secondo la “Berufsgenossenschaft” (L’INAIL tedesca), se il paziente ha fatto l’antitetanica ma non ha mostrato il pass vaccinale al medico che lo ha in cura, de facto il paziente è considerato “non vaccinato” e se ha un qualsiasi problema in relazione alla vaccinazione, il D-Arzt potrebbe essere chiamato a giudizio!

Gian Marco

Compleanno all’estero

L’altro giorno – l’undici luglio per l’esattezza – ho fatto il compleanno.

Da quando sono in Germania, ho quasi sempre festeggiato prendendomi un giorno di vacanza oppure un giorno di libero ottenuto usando gli straordinari.

Non poteva mancare il pacco da giù!

In genere andavo a fare una gita fuori porta in qualche città o stato vicino.

Quest’anno è accaduto inevitabile. O quasi.

Al mattino presto, mi ha chiamato il collega che aveva il turno lungo (“Langdienst”).

“Sono positivo al Covid, secondo la legge devo lasciare immediatamente l’ospedale. La collega che sta smontando dalla notte ti aspetta”.

Dopo aver elencato tutti i santi del calendario in italiano, tedesco e inglese, mi sono vestito alla velocità della luce e sono andato a lavoro.

Potete ben immaginare il mio stato d’animo, diciamo che ero abbastanza seccato (eufemismo).

Nonostante ciò e avendo bassissime aspettative, devo dire che la giornata è stata migliore di quanto avessi pensato.

Tantissimi colleghi, molti “insospettabili” tra l’altro, mi hanno fatto gli auguri.

Mi hanno chiesto ovviamente perché fossi a lavoro dato che era il mio giorno di festa e ho spiegato loro l’accaduto, scusandomi anche di non aver portato niente per un buffet.

La cosa è continuata anche nei giorni successivi.

Sapendo tutto quello che è successo, le infermiere di sala il giorno dopo mi hanno cantato “buon compleanno” in sala operatoria e l’ultimo giorno di turno lungo sono uscito molto prima del previsto.

Come si dice? Non tutti i mali vengono per nuocere.

Gian Marco