Post di fine anno

Chiedere aiuto alle sole persone che avrebbero potuto darmelo, mi ha insegnato anche l’amore. E allora sarà pure vero che si chiude una porta e si apre un portone, ma l’amore ve lo racconto.

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L’amore è mia mamma che non perde occasione per ricordarmi quanto sono importante e che non si molla. Mai.

L’amore è mio padre che non importa che gli dica cosa sento perché lo sa e che in silenzio arriva laddove io non ho la forza di giungere.

L’amore è mio fratello, con cui ho condiviso tutto: genitori, casa, animali, festeggiamenti, catastrofi, segreti. I fili della nostra esistenza sono ormai talmente intrecciati che resteremo uniti per sempre.

L’amore è una famiglia che può stare senza vedersi o sentirsi, ma che quando si ritrova è come se fosse stato un attimo fa.

L’amore è la colazione al bar con i propri migliori amici ed è la telefonata da parte di chi non si dimentica di te.

L’amore è un paziente salvato mettendoci tutto l’impegno del mondo.

L’amore è una canzone di Vasco alle sette del mattino o la cena al giapponese anche se, a te, il giapponese ti fa schifo.

L’amore è sono tutte le persone che hanno perso anche solo un minuto per scriverti un messaggio su WhatsApp.

L’amore è un cuore seguito da un punto.

L’amore è chi ti pensa ogni notte nella disperazione della sua solitudine.

Ma sopra ogni cosa, per una volta, l’amore voglio dirmi che sono io. Perché avrò fatto pure qualche disastro, ma anche per quest’anno ce l’ho messa tutta.

Felice 2019 e a quel che verrà. Sarà sempre il mio giorno preferito.

Diversità culturali – i mercatini di Natale

Da circa una settimana è iniziato l’Avvento, cioè quel periodo che precede il Natale e ci si prepara allo stesso.

A casa nostra in questo periodo mia madre cominciava a preparare il Presepe e ad “addobbare la casa a festa”. Io, come ogni altro studente di medicina, lo passavo a preparare l’ultimo esame dell’anno solare che in genere cadeva o il 21 o il 22 dicembre.

Che ricordi!

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Esame di Chirurgia Generale.

Data: 23 dicembre

Luogo: sotterranei (!) del dipartimento di discipline chirurgiche

Temperatura esterna: 3 gradi Celsius. Temperatura percepita nei sotterranei: -30 gradi Kelvin.

Numero degli iscritti: 20 circa.

Inizio previsto dell’esame: ore 8:00

Arrivo del Professore Megagalattico: ore 18:30

Domanda di un temerario: “Prof, all’esame possiamo portare il panettone? Nel caso l’esame scapoli al 24…” Risposta: “Ragazzi, tranquilli: in caso, l’esame verrà rinviato al 27” (!).

Fine del ricordo.

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Torniamo a noi.

I mercatini di Natale quindi li “ho scoperti” solo quando sono approdato in Germania. All’epoca ero a Düsseldorf e stavo ancora imparando le basi del tedesco.

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Questi mercati hanno un’origine molto antica: si hanno delle testimonianze già a partire dal 1400. Devo dire che ne sono rimasto incuriosito e affascinato allo stesso tempo. Vedere tutti quei casotti con in vendita memorabilia varia, osservare gente che mangia e beve in allegria anche a -15° e avvertire nell’aria uno spirito natalizio che non avevo mai visto prima.

Intendiamoci, andando nel dettaglio non era niente di fantasmagorico: gli articoli in vendita sono prodotti artigianali “particolari” in stile “pollo di gomma con una carrucola in mezzo” (per saperne di più, giocate a “Monkey Island” o guardate su Google); la gente beve e mangia come se non ci fosse un domani e la domenica a partire dalle 20 è tutto chiuso (!!!).

Il modo con cui però i tedeschi vivono questo periodo è unico. L’atmosfera che si respira è davvero particolare!

Bevanda regina di questo tempo è Il Glühwein, cioè del caldo vino rosso con zucchero e spezie aromatiche. In Italia è conosciuto come Vin brulè.

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Inutile dire che ne scorre a fiumi. Naturalmente ne esiste anche una versione per i bambini.

I mercatini più conosciuti sono quelli di Colonia, Norimberga, Francoforte, Berlino, Monaco, Lubecca, Stoccarda e Dresda. In sostanza queste bancarelle si trovano in ogni dove, ma quelli delle città citate sopra sono quelle più caratteristiche e particolari.

Uno di questi weekend spero di andare a vedere cosa hanno organizzato a Magonza o a Francoforte, le città più vicine a dove vivo adesso. Oppure potrei recarmi a Berlino, Norimberga o Düsseldorf e per l’occasione andare a trovare dei miei cari amici.

Devo ancora rifletterci, ma so solo una cosa.

Voglio solo bere del caldo Glühwein in compagnia e chiedermi come ogni altro anno:

ma perché diamine il Professore Megagalattico ci ha fatto fare l’esame nei sotterranei?

Gian Marco