Perché ci sono così tanti medici italiani in Germania?

Questa è la trascrizione della mio intervento e quello della dottoressa Maria Brigadeci sul podcast “Cosmo Italiano” della WDR del 15 febbraio 2024.

Medici italiani in fuga

Secondo «Quotidiano Sanità», che ha elaborato dati del database Ocse, sarebbero 130.000 i medici Italiani che negli ultimi 20 anni hanno preferito recarsi all’estero. Non vengono indicati quanti di questi siano poi tornati in Italia o andati in pensione, ma sono comunque numeri importanti che raccontano un fenomeno di ampia portata.

Difficile dire con precisione quanti di questi 130.000 siano venuti in Germania, perché la Germania non ha comunicato i dati dettagliati all’Ocse. Tuttavia, secondo alcune stime di «Quotidiano Sanità», la Germania sarebbe comunque uno dei Paesi in cima alle preferenze, dopo Francia e Belgio.

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Stato dell’arte dei medici italiani all’estero

Questo è il mio articolo pubblicato su “Sanità 24 – il Sole 24 Ore” del 4 Dicembre 2023. E’ stato editato con il titolo «Io, “expat” in Germania in fuga dalla burocrazia, bassi stipendi e aggressioni».

Egregio Direttore,


ho avuto modo di leggere sul suo quotidiano l’intervista al dottor Piracci e l’articolo della dottoressa Gobbi a proposito dei medici che vogliono andare a lavorare all’estero. Sono anch’io “medico ed expat” e vorrei aggiungere alla discussione la mia esperienza di medico italiano in Germania.


Concordo pienamente con il mio collega quando afferma che dal punto di vista qualitativo, il sistema sanitario italiano è uno dei migliori al mondo. Tuttavia, il motivo principale che spinge molti di noi medici a cercare opportunità all’estero è la presenza di una burocrazia obsoleta, retribuzioni insufficienti e prospettive di carriera limitate.

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Racconti dalla Trincea + Diversità culturali – Chainsaw Man

Come si può evincere dal titolo, questa volta ho unito due rubriche in un unico articolo. Capirete subito perché.

Uno dei frequentatori più assidui che si vedono in pronto soccorso è il paziente che si è ferito con una sega elettrica.

Fra i principali hobby del tedesco (il genere è ininfluente) vi è quello di dilettarsi nel fai-da-te. Queste persone si trovano spesso da OBI, famosa azienda di Wermelskirchen specializzata nei settori del bricolage e del giardinaggio, dove non solo fanno incetta dei materiali ma anche e soprattutto degli attrezzi idonei.

Caratteristiche comuni di queste persone sono:

  • Un elevato grado di miopia;
  • L’assurda svogliatezza ad indossare dei guanti di protezione;
  • L’incredibile grado di accuratezza con la quale riescono a ricordarsi giorno, mese e anno dell’ultima antitetanica.

Dal punto di vista clinico, lamentano diverse ferite lacero-contuse a livello delle mani, più o meno profonde a seconda delle prime due caratteristiche sopracitate.

Può anche capitare che una o più dita siano completamente amputate: in questo caso si spera (e in genere è così) che il paziente si presenti con le dita mozzate in un sacchetto di ghiaccio.

Ovviamente, se il danno è grave – amputazione, o interessamento parziale dei nervi e/o dei tendini – il paziente viene trasferito al centro di chirurgia della mano più vicino.

Se il danno è lieve, le ferite vengono disinfettate, suturate e se ne segue il decorso.

Generalmente sono infortuni avuti in ambito privato, quindi il medico coinvolto è l’Hausarzt (il medico di famiglia).

Nel caso di un lavoratore, viene dirottato dal Durchgangarzt (detto anche “D-Arzt”, è medico dell’assicurazione infortunistica, in Italia sarebbe il medico che lavorano per l’INAIL), il quale documenta tutto nel rapporto dell’assicurazione contro gli infortuni e lo trasmette alla compagnia assicurativa.

Nota curiosa: secondo la “Berufsgenossenschaft” (L’INAIL tedesca), se il paziente ha fatto l’antitetanica ma non ha mostrato il pass vaccinale al medico che lo ha in cura, de facto il paziente è considerato “non vaccinato” e se ha un qualsiasi problema in relazione alla vaccinazione, il D-Arzt potrebbe essere chiamato a giudizio!

Gian Marco