Finalmente dopo due settimane ho avuto un po’ di tempo per scrivere. Dopo aver superato il periodo di prova, mi sono sentito mentalmente più leggero. Questo traguardo che ho raggiunto non mi permette però di dormire sugli allori, anzi sono portato a “dare ancora più gas”, come dicono qui. Come vi dico sempre, qua è come stare in trincea.
Dato che lunedì compirò 30 anni e siccome avevo un weekend libero, ho deciso di passare questi giorni insieme a mio fratello. Lui è stato solo a Berlino e, per motivi puramente logistici, stiamo visitando Monaco di Baviera.
Città molto bella, monumentale (secondo me molto più di Berlino) e dalla qualità di vita molto alta. La Milano della Germania, a mio modo di vedere.

Sabato visitando la città abbiamo scoperto che si stava svolgendo il Gay Pride, coinvolgendo tutte le vie del centro storico. Continuando il nostro giro turistico, ci siamo nel contempo imbattuti in una contro-manifestazione portata avanti da un gruppo di cattolici.
Lungi da me entrare in un dibattito pro o contro le coppie omosessuali, il mio discorso riguarda ben altro.
La Baviera, si sa, è la regione più cattolica della Germania, ma da un po’ di tempo a questa parte ho notato fra i colleghi tedeschi un maggior concetto di cattolicesimo di quanto io abbia mai osservato in Italia.
Su certi argomenti (Step child adoption, regime alimentare nel periodo della Quaresima, matrimonio) ho notato che c’è, almeno dove sono io, un modo di vedere le cose abbastanza ortodosso, specie sugli argomenti di cui sopra. Molti colleghi, ad esempio, si sono sposati o si sposano appena maggiorenni e “vogliono avere almeno 4 figli”. Altri, invece, se vedono che venerdì mangio un panino con la cotoletta, non dico che mi guardano storto, ma quasi.
Voi direte “beh, certo, lavori in un ospedale cattolico”. In realtà la mia prima Hospitation fu in un ospedale cattolico della Vestfalia e lì la mentalità era ben diversa rispetto a dove sono adesso e certi argomenti non erano tabù come lo sono qua.
Stessa cosa per quanto riguarda il “dress code”. In Vestfalia le infermiere e tirocinanti sembravano appena uscite da una sfilata di “Victoria’s Secret”, qua invece una Famulantin (“ragazza di liceo/università che fa un tirocinio in ospedale”) si “permette” di truccarsi un pochino, le infermiere più anziane cominciano a rimproverare come se non ci fosse un domani.
Contrariamente ad ogni stereotipo che vede noi italiani un popolo profondamente cattolico e legato al Vaticano e al Papa, ho riscontrato che su certe questioni i colleghi tedeschi qui in Baviera – non tutti, sia ben chiaro – sono più “conservatori” rispetto a me e, credetemi, perfino rispetto al rapporto che i colleghi siriani o provenienti dall’Est o dall’Asia minore hanno con la loro religione. D’altra parte Lutero non voleva una chiesa più ortodossa?
Gian Marco

