La situazione della Germania nel periodo della pandemia di Covid-19

Questo è una mia intervista pubblicata sul sito Fanpage.it il 28 settembre 2020. E’ stato pubblicato con il titolo “Perché Italia e Germania non rischiano come la Francia: il racconto di un medico italiano all’estero”.

“Gian Marco Rizzuti, siciliano, è medico nel lander della Westfalia. E racconta di come la Germania ha affrontato la seconda ondata della pandemia: servizi di chiamata centralizzati, Tac in tempo reale, e mini lockdown tempestivi: “I tedeschi guardano all’Italia con grande ammirazione: avete affrontato la pandemia con grande dignità”.

Foto presa dal mio profilo Instagram
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Perché i medici in pensione sì e i giovani medici no?

Questo è il mio articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 4 aprile 2019. E’ stato editato con il titolo “Per i medici specializzandi servono più strutture”.

Egregio Direttore,

sono Gian Marco Rizzuti, un giovane medico specializzando in Germania e titolare del blog “Sagen Sie 33”. Le scrivo in merito al dibattito che c’è in corso in Italia sulla situazione del Sistema Sanitario Nazionale, anche in forza all’entrata in vigore della cosiddetta “Quota 100”. Di recente si sente parlare di riassumere medici in pensione per coprire i vuoti in organico o addirittura di fare arrivare medici rumeni e polacchi, come se mancassero i giovani medici italiani. A mio modo di vedere invece, si dovrebbe non solo aumentare il numero delle borse per l’accesso alle specializzazioni e fare in modo di consentire pure a chi non è specializzato di essere assunto. In verità il problema è nato a causa dell’“imbuto” che si è venuto a creare per il fatto che escono dalle nostre università 10 mila medici l’anno e solo 6 mila trovano posto nelle specializzazioni. È lì il problema!

Bisognerebbe accrescere oltretutto il numero dei centri formativi abilitando alla specializzazione, oltre alle strutture legate alle Università, anche gli ospedali regionali, provinciali e zonali, come in Germania.

L’Università italiana, qualunque cosa se ne dica, è valida e riesce a formare tantissimi giovani medici che, mentre in Italia sono costretti a segnare il passo, vengono assunti puntualmente dagli ospedali europei. Come mai?

Trattasi quindi di una vera e propria “regalia” di tanti medici che prima l’Italia forma, peraltro a costi molto alti (sia per lo stato che per le famiglie) e poi li costringe ad andare via a trovare lavoro all’estero, dove sono molto apprezzati, mentre le corsie italiane sono praticamente vuote. È giusto e normale questo stato di cose? Io dico di no. Più che altro sembra una follia!

Voglia quindi la classe politica trovare una soluzione a questo grosso problema che investe la Sanità Italiana e quindi tutti noi! GRAZIE!

Questo servirebbe ad evitare la cosiddetta “fuga di cervelli”, che poi fuga non è, in quanto se la gente trovasse in Italia condizioni di lavoro dignitose rimarrebbe ben volentieri nel Bel Paese senza essere costretti a studiare un’altra lingua, conoscere altri usi e costumi e vivere in altro clima. Ci impegniamo a porre rimedio a questo stato di cose?

Gian Marco Rizzuti

Dove eravamo rimasti? Rotazione in Chirurgia Vascolare (Gefäßchirurgie) e interventi sulla stampa

Dopo moltissimo tempo e tantissime richieste in privato riesco finalmente a trovare un momento per continuare a raccontare le mie “avventure”.

Vediamo un po’ dove eravamo rimasti.

Come sapete già, mi sono trasferito in una città monumentale dell’ovest della Germania dove ci sono più Fahrräder che abitanti, ma sia le biciclette che tutte le conseguenze traumatologiche di una rovinosa caduta non sono certo la mia passione.

Vorrei vedere voi, appena iniziato il turno, di avere a che fare con la solita ciclista della domenica che “voleva fare un giro pre-colazione” (cioè alle ore 6) per la città (a – 5° con il ghiaccio per terra). Diagnosi: Frattura scomposta di tibia e perone. Che bell’inizio di giornata, non è vero?

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Ritornando a noi, l’anno scorso ho iniziato a lavorare per un ospedale evangelico. Pochi lo sanno, ma per ora diverse catene ospedaliere (private e non) stanno chiudendo una dopo l’altra. Le strutture evangeliche (notoriamente quelle che pagano di più) non fanno eccezione.

Il primo giorno di lavoro ho saputo che il primario che mi aveva assunto si era trasferito, mentre quello rimasto, dopo essersi fatto vedere per un paio di settimane, è “andato in ferie” a tempo indeterminato.

Di conseguenza, come era successo a Pegasus (vedere qui ), molta gente è rimasta a spasso senza il Logbuch firmato e/o senza lo stipendio. Questo ha portato ovviamente a tutta una serie di azioni legali a cascata sia per quanto riguarda alcuni documenti ancora da far firmare sia per il mancato pagamento delle retribuzioni.

Per pura fortuna ho ricevuto subito un’offerta da un altro ospedale della stessa città.

(In genere ricevo almeno una volta al mese risposte da parte di vecchie Bewerbungen. Tuttavia, quando se ne inviano tante, si perde davvero il conto e, dal momento poi che in Deutschland c’è un’altissima mobilità di personale, capita di ricevere offerte di lavoro anche dopo molti mesi.)

Ovviamente ho accettato senza esitare.

Devo dire di essere stato positivamente sorpreso.

Qui il clima lavorativo e formativo è eccellente a partire dal primario (finalmente uno umano), i turni di lavoro sono duri ma sopportabili e ci sono  per di più altri colleghi italiani. Inoltre, si guarda con particolare interesse allo stato psico-fisico della persona e alla sfera familiare. Insomma, mi sto trovando davvero bene.

Per motivi di rotazione, passerò i prossimi tre mesi nel reparto di Chirurgia Vascolare della suddetta clinica.

Il Leitender Oberarzt, in questa situazione il mio capo diretto, è una persona molto gentile, affabile e spiega di tutto e di più.

Avete presente quelle persone che quando parlano vi farebbero appassionare a tutto, persino alla filmografia di un fratello Wayans a caso? Ecco, lui è così!

Quindi forse a causa sua o forse perché mi ero un po’ annoiato della traumatologia, la chirurgia vascolare sta essendo molto più interessante di quanto pensassi.

Delle novità ci sono  pure sul lato “giornalistico”.

Lo scorso anno, grazie all’iniziativa di un caro collega, sono stato invitato a dire la mia nella trasmissione “Uno, nessuno,100Milan” di Radio24, la radio del “Sole 24 ore”. Il tema, manco a dirsi, era “Il sogno tedesco”. [ Trovate il podcast della trasmissione a questo link: https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/uno-nessuno-100milan/sogno-tedesco-173147-gSLAXED9pC . Il mio intervento è a partire dal minuto 18.]

Essendo, però, l’intervista durata pochi minuti e non avendo potuto esprimere pienamente il mio pensiero su un argomento così importante, ho deciso di scrivere una lettera per il “Sole 24 Ore” che mi permettesse di dire la mia in maniera concisa ma esauriente. Con mia grande sorpresa e soddisfazione, non solo è stata pubblicata ma è stata messa in evidenza in prima pagina.

Questo pezzo ha comportato una reazione a catena di interviste per altre riviste e radio effettuate con mezzi più o meno ortodossi, richieste di articoli da parte di associazioni mediche e un articolo sul “Corriere della Sera”.

Piano piano li caricherò tutti nella sezione “Pubblicazioni” del blog.

Speriamo che finalmente qualcosa in Italia si muova.

Gian Marco