Dove eravamo rimasti? Rotazione in Chirurgia Vascolare (Gefäßchirurgie) e interventi sulla stampa

Dopo moltissimo tempo e tantissime richieste in privato riesco finalmente a trovare un momento per continuare a raccontare le mie “avventure”.

Vediamo un po’ dove eravamo rimasti.

Come sapete già, mi sono trasferito in una città monumentale dell’ovest della Germania dove ci sono più Fahrräder che abitanti, ma sia le biciclette che tutte le conseguenze traumatologiche di una rovinosa caduta non sono certo la mia passione.

Vorrei vedere voi, appena iniziato il turno, di avere a che fare con la solita ciclista della domenica che “voleva fare un giro pre-colazione” (cioè alle ore 6) per la città (a – 5° con il ghiaccio per terra). Diagnosi: Frattura scomposta di tibia e perone. Che bell’inizio di giornata, non è vero?

Single use only; not to be archived or passed on to third parties.

Ritornando a noi, l’anno scorso ho iniziato a lavorare per un ospedale evangelico. Pochi lo sanno, ma per ora diverse catene ospedaliere (private e non) stanno chiudendo una dopo l’altra. Le strutture evangeliche (notoriamente quelle che pagano di più) non fanno eccezione.

Il primo giorno di lavoro ho saputo che il primario che mi aveva assunto si era trasferito, mentre quello rimasto, dopo essersi fatto vedere per un paio di settimane, è “andato in ferie” a tempo indeterminato.

Di conseguenza, come era successo a Pegasus (vedere qui ), molta gente è rimasta a spasso senza il Logbuch firmato e/o senza lo stipendio. Questo ha portato ovviamente a tutta una serie di azioni legali a cascata sia per quanto riguarda alcuni documenti ancora da far firmare sia per il mancato pagamento delle retribuzioni.

Per pura fortuna ho ricevuto subito un’offerta da un altro ospedale della stessa città.

(In genere ricevo almeno una volta al mese risposte da parte di vecchie Bewerbungen. Tuttavia, quando se ne inviano tante, si perde davvero il conto e, dal momento poi che in Deutschland c’è un’altissima mobilità di personale, capita di ricevere offerte di lavoro anche dopo molti mesi.)

Ovviamente ho accettato senza esitare.

Devo dire di essere stato positivamente sorpreso.

Qui il clima lavorativo e formativo è eccellente a partire dal primario (finalmente uno umano), i turni di lavoro sono duri ma sopportabili e ci sono  per di più altri colleghi italiani. Inoltre, si guarda con particolare interesse allo stato psico-fisico della persona e alla sfera familiare. Insomma, mi sto trovando davvero bene.

Per motivi di rotazione, passerò i prossimi tre mesi nel reparto di Chirurgia Vascolare della suddetta clinica.

Il Leitender Oberarzt, in questa situazione il mio capo diretto, è una persona molto gentile, affabile e spiega di tutto e di più.

Avete presente quelle persone che quando parlano vi farebbero appassionare a tutto, persino alla filmografia di un fratello Wayans a caso? Ecco, lui è così!

Quindi forse a causa sua o forse perché mi ero un po’ annoiato della traumatologia, la chirurgia vascolare sta essendo molto più interessante di quanto pensassi.

Delle novità ci sono  pure sul lato “giornalistico”.

Lo scorso anno, grazie all’iniziativa di un caro collega, sono stato invitato a dire la mia nella trasmissione “Uno, nessuno,100Milan” di Radio24, la radio del “Sole 24 ore”. Il tema, manco a dirsi, era “Il sogno tedesco”. [ Trovate il podcast della trasmissione a questo link: https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/uno-nessuno-100milan/sogno-tedesco-173147-gSLAXED9pC . Il mio intervento è a partire dal minuto 18.]

Essendo, però, l’intervista durata pochi minuti e non avendo potuto esprimere pienamente il mio pensiero su un argomento così importante, ho deciso di scrivere una lettera per il “Sole 24 Ore” che mi permettesse di dire la mia in maniera concisa ma esauriente. Con mia grande sorpresa e soddisfazione, non solo è stata pubblicata ma è stata messa in evidenza in prima pagina.

Questo pezzo ha comportato una reazione a catena di interviste per altre riviste e radio effettuate con mezzi più o meno ortodossi, richieste di articoli da parte di associazioni mediche e un articolo sul “Corriere della Sera”.

Piano piano li caricherò tutti nella sezione “Pubblicazioni” del blog.

Speriamo che finalmente qualcosa in Italia si muova.

Gian Marco

La specializzazione medica in Germania

In questo articolo, pubblicato sul numero di dicembre di “Dirigenza Medica”, il mensile dell’associazione Anaao Assomed, descrivo com’è strutturata la specializzazione medica in Germania in generale.

 

La specializzazione medica in Germania è un percorso professionale gestito interamente dagli Ordini dei Medici regionali e nazionali tedeschi (Landes- e Bundesärztekammer).

Il programma è concepito come un training inserito all’interno di una normale attività medica quotidiana e, pertanto, il conseguimento della specializzazione è inteso come il riconoscimento di un’esperienza professionale acquisita in quello specifico ambito professionale. In Germania, quindi, lo specializzando in Medicina lavora in ospedale e deve raccogliere tutta una serie di interventi e procedure in un “Catalogo operatorio e delle prestazioni” (o “Logbuch”), da presentare all’Ärztekammer (l’Ordine dei Medici Tedesco), per potersi specializzare.

La durata del percorso formativo è di 5 o 6 anni a seconda della branca. Facendo un esempio, la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia è così composta:

  • 24 mesi: formazione di base in un reparto chirurgico di base
  • 48 mesi: formazione specialistica in Ortopedia e Traumatologia. Di questi 48 mesi, fino a 12 mesi possono essere svolti in un altro ambito chirurgico e/o in Neurochirurgia. Inoltre, fino a 12 mesi possono essere completati nell’area ambulatoriale.

In genere si viene assunti in specializzazione tramite un colloquio (“Vorstellungsgespräch”) con il primario del reparto in cui ci si vorrebbe specializzare, previo invio della propria candidatura tramite CV e lettera di motivazione.

Alcuni ospedali sono abilitati alla formazione completa in tutte o alcune branche, altri invece solo per alcuni anni. In quest’ultimo caso vengono garantite rotazioni in ospedali vicini per raggiungere il completamento del percorso formativo.

Riguardo alla formazione vera e propria, la mentalità tedesca si basa sul principio di “Buttare qualcuno nell’acqua fredda”. Lo specializzando, in pratica, viene responsabilizzato fin da subito alla gestione del paziente in Pronto Soccorso, in Terapia Intensiva, in Reparto e in Sala, con tutti i pro e i contro del caso.

Durante la specializzazione si devono seguire dei corsi di perfezionamento (“Fortbildungen”) utili al lavoro ospedaliero e ambulatoriale (corsi di sonografia, agopuntura, terapia manuale, etc.). Dato che questi corsi fanno parte del percorso formativo, essi vengono interamente pagati dall’ospedale per un massimo di 1000-1300 euro all’anno. Il costo del vitto e dell’alloggio durante i corsi non sono coperti, ma possono essere detratti dalle tasse, come tutto il materiale medico di cui si ha bisogno per la propria professione (libri di medicina, camici e tute chirurgiche, tratte di treni o aerei per raggiungere il luogo del seminario, etc.)

Gli stipendi sono tabellati e ci sono perciò dei valori base, i quali però variano a seconda:

  • del tipo di struttura in cui si è assunti (ospedale comunale, universitario, religioso, privato);
  • degli anni di anzianità;
  • al possesso di una pregressa specializzazione;
  • se si è sposati e/o con figli a carico.

Si va da un minimo di 4402,39 euro lordi (specializzando al primo anno al momento dell’assunzione) ad un massimo di 9173,20 euro lordi (medico superiore capo che lavora da 3 anni in un reparto). Le guardie e gli straordinari sono pagati a parte. Di sotto una Tabella Esemplificativa, i valori si riferiscono ad un Ospedale Comunale e sono validi dal 1/05/2018.

Primo gradino Secondo gradino Terzo gradino Quarto gradino Quinto gradino Sesto gradino
Specializzando

(Assistenzarzt)

4.402,39 4.651,95 4.830,17 5.139,10 5.507,46 5.658,97
Medico specializzato (Facharzt) 5.810,45 6.297,63 6.725,40 6.974,94 7.218,50 7.462,09
Medico Superiore (Oberarzt) 7.277,94 7.705,69 8.317,66 – – –
Medico Superiore Capo (leitender Oberarzt) 8.561,20 9.173,20 – – – –

Il passaggio da un gradino all’altro dipende dal numero di anni di lavoro nel reparto. Anch’esso è tabellato.

Per capire meglio la gerarchia ospedaliera, in genere si diventa Medico Superiore (Oberarzt) in seguito ad una selezione interna fra colleghi Specialisti che hanno le dovute credenziali (specializzazioni e titoli aggiuntivi, eventuali lavori scientifici). Il ruolo di Medico Superiore Capo (Leitender Oberarzt) si ottiene invece per nomina diretta del Primario (Chefarzt).

Durante la formazione vengono garantite sia la maternità che la paternità e in molti ospedali vi sono delle convezioni con asili nido. Inoltre, si può decidere di specializzarsi a tempo parziale (Teilzeit), permettendo ai medici più tempo per sé e per le proprie famiglie, ma allungando al contempo il percorso formativo.

In definitiva, in Germania lo specializzando è un medico che viene inserito fin da subito nel mondo del lavoro, viene posto in un ambiente in grado di responsabilizzarlo e formarlo e gli garantisce un ottimo livello di assistenza sociale.

Gian Marco

La prima notte: 8 suggerimenti per principianti

“Non c’è pace per i dannati”.

Questo è quello che dice il dr. Mark Greene al giovane dr. Carter, quando vedono arrivare l’ennesimo ricovero alle 5 del mattino.

Dopo più di vent’anni (ammazza come passa il tempo!) dalla prima puntata di quella serie culto anni ’90, devo ammettere che il dr. Greene aveva pienamente ragione. Non appena si finisce di scrivere un’anamnesi e pensi “mo’ vado un attimo al bagno”, si presenta subito un altro ricovero.

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Dato che ci siamo passati un po’ tutti ma alcuni hanno appena incominciato la specializzazione nelle terra di Jürgen “Pantegana bionda” Klinsmann, ho pensato di stilare una lista di suggerimenti che potrebbero essere utili.

  • Conoscere (i pazienti) e farsi conoscere (dal personale).

Una delle prime cose da fare è cercare di stabilire un buon rapporto con il personale sanitario. Sembra una banalità, invece è il perno di tutto il nostro lavoro in ospedale. Aiuta anche sapere chi è stato ricoverato recentemente, dato che il diensthabender Arzt (cioè il medico che ha il turno) molto spesso il giorno prima ha avuto il recupero. Quindi se, ad esempio, la paziente XY non riesce a dormire bene negli ultimi giorni e i medici dei turni precedenti le hanno sempre dato un determinato sonnifero a causa di particolari interazioni o controindicazioni, fatelo cortesemente notare all’infermiera del reparto, in modo che non vi chiami alle due e mezza del mattino facendovi allarmare per niente.

  • Il Piepser o “Telefonino della Morte”

Sarà il vostro nemico più odiato. Portatelo sempre con voi. Non smetterà di suonare. Durante la notte, un semplice squillo può sembrare una tromba infernale. Per fortuna si può regolare il volume.

Un episodio abbastanza significativo.

Un giorno venne assunto un giovane Facharzt (cioè un medico appena specializzato) e, siccome si porgeva in un modo abbastanza sgarbato anche per gli standard tedeschi, le infermiere gli fecero capire “come si sta al mondo”. Durante la prima notte di guardia, il povero malcapitato venne svegliato ad intervalli regolari di 20 minuti e per i motivi più assurdi.

Due giorni dopo si è scusato con tutto il personale.

  • Conoscere i numeri più importanti

In genere c’è sempre un elenco con i numeri di telefono “da sapere” in reparto. Se non c’è, createvelo.

Gli “Indispensabili”: Station, Zentral Notaufnahme, Radiologia, Internista e Anestesista di turno.

  • Avere ben chiara la “catena burocratica”

Purtroppo cambia da reparto in reparto. Cercate di avere ben chiaro su come si possa richiedere un particolare tipo di esame (EKG, CT, usw.), dove si trovano i vari strumenti e a chi chiedere un particolare consulto. Arriverete al punto di comprendere perfettamente tutto il meccanismo, ma solo quando, improvvisamente, la direzione deciderà di semplificare la burocrazia, adottando nuovi moduli e programmi e gettandovi di nuovo nella confusione.

Che cosa dicevamo sui dannati?

  • Notizbuch e compendi

Annotatevi sul vostro taccuino le patologie e le emergenze più importanti in ordine di frequenza. Naturalmente allegateci anche le procedure diagnostiche e la dose dei farmaci. Credetemi, vi aiuterà tantissimo.

Di compendi ce ne sono decine e di tutti i gusti. I più usati sono i libri della serie Checklist, suddivise per singola specialità, ed i Klinikleitfaden della Elsevier.

  • Stabilire le priorità

Le emergenze non arrivano mai da sole, anzi spesso e volentieri si alternano momenti di fiacca a “catastrofi” vere e proprie. Cercate di mantenere la calma e di dare una priorità agli eventi, dando spazio ai pazienti che necessitano subito un vostro aiuto. Serve anche per non giocarvi la “carta Oberarzt” troppo presto!

  • “Nicht verzagen, Oberarzt fragen”

Ovvero “non avvilirsi, chiedete al medico capo”. All’inizio si è sempre insicuri e agitati, è del tutto normale, soprattutto all’inizio. L’importante è avere ben chiaro il quadro da presentare al vostro Ober e sapere cosa chiedere. Quest’ultima abilità vi verrà naturale con l’esperienza.

E un “cazziatone” scapperà prima o poi, quindi rassegnatevi.

Vi ho già detto dei dannati, giusto?

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  • Ultimo ma non per ultimo: pensate alla vostra salute

Il nostro è un lavoro che comporta una spesa non indifferente di energie fisiche e mentali.

Prima e dopo il turno dovete assolutamente riposarvi, non sapete se e quando vi potrete distendere in ospedale e non si sa se il giorno dopo c’è un turno da coprire.

Cercate di mangiare bene, di bere molto e di portarvi durante il turno qualcosa di leggero da sgranocchiare. Personalmente, se mangio “all’italiana”, mi sopraggiunge sempre una fase post- prandiale caratterizzata da un abbiocco assurdo e voglia di zibibbo.

Infine, il consiglio supremo è sempre lo stesso:

Per imparare qualcosa, bisogna farla!

Perciò alla domanda “Ma come si fa il turno di notte?” la risposta è “facendo la notte!!!”

Gian Marco

P.s.

P.s. “No rest for the wicked” è anche una splendida canzone di Lykke Li:

La giornata tipo di un Assistenzarzt alle prime armi

Come vi ho già accennato la volta scorsa in questo periodo ci stanno sottoponendo a un vero e proprio tour de force.

Il team è composto da:

  • 2 Chefarzt, o Primari, uno di Chirurgia generale, l’altro di Chirurgia traumatologica;
  • 3 Oberarzt, o aiuto Primario, di Chirurgia Generale (di cui 1 è LeitenderOA, cioè Capo Aiuto Primario) e 2 aiuti di Chirurgia traumatologica;
  • 2 Funktionoberarzt, i “facente funzione aiuto Primario”, sono coloro che non sono ancora Oberarzt ma hanno le stesse responsabilità, doveri e privilegi;
  • 3 Facharzt, cioè i medici già specializzati;
  • 5 Assistenzarzt, ovvero gli specializzandi, tra cui io.
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La giornata tipo in queste ultime due settimane è stata pressappoco così:

  • Ore 6:00. Sveglia. Metto su la caffettiera ancora mezzo intontito. Doccia, barba, denti e si esce.
  • Ore 6:50. Si arriva in ospedale. Mi cambio. Chiedo se è successo qualcosa durante la notte. In base a chi chiedo, una fra la “Capo Infermiera Irascibile” o la “Sottocapoinfermiera Acida” o la “Sottocapoinfermiera Bionda”, il mio umore e quindi anche la giornata prenderà una direzione differente. Fatto ciò, si rileggono e, nel caso, si correggono le Entlassungsbrief, o lettere di dimissioni, dei pazienti di quel giorno. Si preleva il sangue dagli allettati.
  • Ore 7:50. Inizio del Frühbesprechung, o briefing mattutino. In genere al computer ci sta il medico che ha fatto il turno di notte. Scorrendo le varie radiografie e TC, egli racconta TUTTO ciò che è successo dalle 16 del giorno prima alle 7 di quella mattina. Argomenti frequenti: pazienti presi in carico, pazienti deceduti nella notte, disguidi e problemi con personale medico e paramedico e, ciliegina sulla torta, commenti sui pazienti dei medici di famiglia.

Questo merita una nota a parte.

In Germania il mercoledì e il venerdì pomeriggio gli studi dei medici di famiglia sono chiusi. Non è una regola generale, varia da regione a regione, ma dove vivo io la situazione è questa. Di conseguenza se il paziente ha bisogno per esempio di una ricetta o altro egli si deve rivolgere al sostituto del medico di famiglia che dalle 15:30 fino alle 20 fa il turno da noi in ospedale. Dalle 20 fino alle 8 del mattino successivo queste persone diventano tutti pazienti del pronto soccorso! Come si può ben immaginare, questo comporta un notevole sovraccarico di lavoro.

  • Ore 8:30. Fine del briefing. Il venerdì solitamente c’è un radiologo che spiega i casi più complessi o interessanti della settimana. La maggior parte dorme e annuisce contemporaneamente.

I primari raccolgono le lamentele dei vari colleghi e ne prendono atto (!). Dopodiché si fa letteralmente “la conta” dei presenti. Dopo aver tolto i “malati”, i “ritardatari”, quelli che hanno un seminario o che hanno avuto il turno di notte e chi è in vacanza, i primari stabiliscono di volta in volta chi rimane giù in pronto soccorso, chi sta in reparto e chi va in sala operatoria. “Decidono” anche il destino dei colleghi “malati” e “ritardatari”.

  • Ore 9:00. Se tutto va bene, si trangugia (non mi viene un altro verbo) del caffè bollente alla tedesca per riprendersi dal briefing e si inizia il giro visite. La sottocapoinfermiera spiega al medico del reparto, o Stationsarzt, per quale motivo è ricoverato il paziente, farmaci prescritti, come ha passato la notte e se ci sono stati problemi. Durante questa processione e in base al tipo di infermiera, vengono sottolineati allo Stationsarzt i lati buoni e cattivi dei vari studenti, o Praktikant, che frequentano il reparto e anche cosa hanno fatto e, soprattutto, cosa NON hanno fatto gli specializzandi di turno di fronte allo stesso specializzando. Questo viene ripreso bonariamente dal medico del reparto. Naturalmente lo specializzando la prende sul ridere ma augura alla sottocapoinfermiera una notte di dissenteria in bagno.
  • Ore 10:30. Fine giro visite. Lo specializzando viene spedito dalla sottocapoinfermiera ad eseguire le procedure che lo Stationsarzt ha indicato nel giro visite. In genere si tratta di prendere di nuovo il sangue, reperire un accesso venoso periferico, trasfusioni di emocomponeti, infusioni soluzione salina e antibiotici. Ovviamente, c’è sempre un modulo da compilare o firmare. Lo Stationsarzt e, soprattutto, la sottocapoinfermiera devono essere sempre informati. Lo specializzando viene poi trasferito al piano dei pazienti privati per fare le stesse cose citate poc’anzi, ma sotto gli occhi del primario.
  • Ore 12. Comincio a dettare le lettere di dimissioni. Nel mentre può capitare che:
    • Il primario ti chiama e ti chiede perché non hai risposto subito, il perché e il percome di un documento che proprio lui ti ha detto di redigere e perché non lo hai fatto ieri stesso quando invece te lo ha chiesto solo la mattina presto. Ho imparato: il primario ha sempre ragione!
    • La sottocapoinfermiera di turno non ne ha abbastanza e mi sottopone a tutta una serie di ammonimenti riguardo a cose che avrei fatto ma di cui io non riesco ad averne memoria.
    • Chiamano da giù. Il nuovo Facharzt è disperatamente solo in pronto soccorso e cerca qualcuno che possa aiutarlo. Scendo e trovo: 3 pazienti con sospette appendiciti, 4 con ernie inguinali, 2 con emorroidi, 5 ascessi da drenare, 3 distorsioni al piede e 4 tagli alle dita. Lui è ancora fermo al caffè delle 9.
    • Chiamano dal laboratorio. Una provetta non è stata riempita per bene e bisogna prelevare di nuovo il sangue ad un paziente. Al laboratorio serviva una quantità di sangue pari a 5 ml, in quella che avevo raccolto ce n’era 4,8.
  • Ore 15:30. Briefing pomeridiano. Si commentano le radiografie delle operazioni fatte in mattinata e quelle fatte al pronto soccorso. Un Oberarzt a turno riepiloga e detta perché venga inserito automaticamente nella lettera di dimissioni del paziente.
  • Ore 16:00. Inizio della guardia pomeridiana. Il Telefonino della Morte passa in custodia a chi ha il turno lungo o la notte. Ci si chiede chi ce lo abbia fatto fare. Se è mercoledì o venerdì, ci si ricorda inoltre di maledire i medici di famiglia.
  • Dalle 16 alle 20. Pazienti a go go. Esempi di pazienti “pomeridiani” e cosa può succedere:
    • Operaio di una fabbrica che si trancia per poco una mano a causa di una sega circolare. Ferite troppo profonde e presenza di frammenti ossei. Raggi X e spedito nel centro più vicino di chirurgia della mano.
    • Pensionato che cade da 5 metri perché doveva riparare il tetto della soffitta. Lui si sente un leone, la moglie lo porta da noi per precauzione. Verdetto: 3 costole rotte, due fratture vertebrali e decine di parole irripetibili della moglie nei confronti dello sfortunato marito.
    • Genitori preoccupati perché il figlioletto giocando è scivolato e caduto a terra e hanno “pensato ad una possibile frattura” perché sul piede del bimbo c’era “una macchia blu”. Visito il pargolo: non ha niente, ride e mi saluta. In base all’età, può capitare che sia lo stesso bambino a richiedere i raggi o addirittura una Tac.
    • Un uomo si è tagliato al dito sbucciando una mela e decide quindi di venire da noi. Decide inoltre di aspettare ore per farsi visitare. Diagnosi: ferita da taglio. Grandezza della ferita: mezzo centimetro. Forse.
    • Donna anziana che mentre si alza per cambiare il canale sente un sonoro “crack” al bacino. Chiama l’ambulanza. Diagnosi: lussazione d’anca.
    • Incidente d’auto sull’autostrada. Due macchine coinvolte. Ci dicono che arrivano due pazienti messi molto male, il termine tecnico è “paziente politraumatizzato”. Viene avvertito il team per il politrauma: un chirurgo, 2 anestesisti, un internista e un paio di infermiere agguerrite. Fra le parole “viene avvertito” e “agguerrite” passano 7 secondi. Arriva l’ambulanza: i pazienti sono illesi.
    • Il sostituto del medico di famiglia diagnostica “con sicurezza” una frattura di una costola o di una vertebra in un paziente che da ieri avverte dolore al lato destro del torace. Visito il paziente: non risulta niente all’esame obiettivo. Le lastre non mostrano alcunché. Il paziente passa al collega internista. Anche lui non trova niente. Diagnosi: piccolo strappo muscolare intercostale. Ma il sostituto ha almeno fatto svestire il paziente?
    • Chiamano al Telefonino della Morte. Bisogna prendere il sangue ad un paziente. “Se abbiamo anche tempo”, dovremmo fare la stessa cosa a qualche altro paziente sia al piano dei pazienti privati che al reparto di medicina interna.
    • Chiamano al Telefonino della Morte. Un collega di un paese vicino ci manda con l’ambulanza un paziente che lui con i mezzi che ha non può visitare o operare.
    • Chiamano al Telefonino della Morte. “Hallo, Daria, medicina interna. La paziente XYZ non riesce a dormire. Che facciamo?”
    • Chiamano al Telefonino della Morte. “Hallo, Sottocapoinfermiera Acida. Il paziente ABC sta perdendo della roba rossa dalla ferita. È incosciente. Il bendaggio è tutto rosso e umido. L’emoglobina è a 6,8. Che facciamo?”
  • Ore 20. In genere avrei finito, ma se ho il collega che fa il turno dalle 20 alle 8 lo aspetto e gli faccio un resoconto di quanto è successo sia in pronto soccorso che in reparto. Altrimenti saluto il collega e gli infermieri che faranno la notte, consegno il Telefonino della Morte e salgo in reparto. Informo chi sta sopra sul collega che è di turno giù e com’è la situazione in pronto soccorso. Prima di cambiarmi detto, controllo, correggo le ultime lettere di dimissioni. Leggo qualche circolare interna.
  • Ore 21:30.

Finalmente a casa.

Ceno.

Saluto la Sicilia via Skype. Rileggo qualcosa e poi a letto.

Pensieri notturni:

“Ma chi me l’ha fatto fare?”.

“Domani devo rivedere quelle lettera, c’era qualcosa che non andava”.

“Se mi capita, vorrei provare quella nuova tecnica per suturare che mi ha consigliato il collega”.

“Speriamo che domattina riesca a parlare con la Sottocapoinfermiera Bionda.”

Gian Marco