Dopo moltissimo tempo e tantissime richieste in privato riesco finalmente a trovare un momento per continuare a raccontare le mie “avventure”.
Vediamo un po’ dove eravamo rimasti.
Come sapete già, mi sono trasferito in una città monumentale dell’ovest della Germania dove ci sono più Fahrräder che abitanti, ma sia le biciclette che tutte le conseguenze traumatologiche di una rovinosa caduta non sono certo la mia passione.
Vorrei vedere voi, appena iniziato il turno, di avere a che fare con la solita ciclista della domenica che “voleva fare un giro pre-colazione” (cioè alle ore 6) per la città (a – 5° con il ghiaccio per terra). Diagnosi: Frattura scomposta di tibia e perone. Che bell’inizio di giornata, non è vero?

Ritornando a noi, l’anno scorso ho iniziato a lavorare per un ospedale evangelico. Pochi lo sanno, ma per ora diverse catene ospedaliere (private e non) stanno chiudendo una dopo l’altra. Le strutture evangeliche (notoriamente quelle che pagano di più) non fanno eccezione.
Il primo giorno di lavoro ho saputo che il primario che mi aveva assunto si era trasferito, mentre quello rimasto, dopo essersi fatto vedere per un paio di settimane, è “andato in ferie” a tempo indeterminato.
Di conseguenza, come era successo a Pegasus (vedere qui ), molta gente è rimasta a spasso senza il Logbuch firmato e/o senza lo stipendio. Questo ha portato ovviamente a tutta una serie di azioni legali a cascata sia per quanto riguarda alcuni documenti ancora da far firmare sia per il mancato pagamento delle retribuzioni.
Per pura fortuna ho ricevuto subito un’offerta da un altro ospedale della stessa città.
(In genere ricevo almeno una volta al mese risposte da parte di vecchie Bewerbungen. Tuttavia, quando se ne inviano tante, si perde davvero il conto e, dal momento poi che in Deutschland c’è un’altissima mobilità di personale, capita di ricevere offerte di lavoro anche dopo molti mesi.)
Ovviamente ho accettato senza esitare.
Devo dire di essere stato positivamente sorpreso.
Qui il clima lavorativo e formativo è eccellente a partire dal primario (finalmente uno umano), i turni di lavoro sono duri ma sopportabili e ci sono per di più altri colleghi italiani. Inoltre, si guarda con particolare interesse allo stato psico-fisico della persona e alla sfera familiare. Insomma, mi sto trovando davvero bene.
Per motivi di rotazione, passerò i prossimi tre mesi nel reparto di Chirurgia Vascolare della suddetta clinica.
Il Leitender Oberarzt, in questa situazione il mio capo diretto, è una persona molto gentile, affabile e spiega di tutto e di più.
Avete presente quelle persone che quando parlano vi farebbero appassionare a tutto, persino alla filmografia di un fratello Wayans a caso? Ecco, lui è così!
Quindi forse a causa sua o forse perché mi ero un po’ annoiato della traumatologia, la chirurgia vascolare sta essendo molto più interessante di quanto pensassi.
Delle novità ci sono pure sul lato “giornalistico”.
Lo scorso anno, grazie all’iniziativa di un caro collega, sono stato invitato a dire la mia nella trasmissione “Uno, nessuno,100Milan” di Radio24, la radio del “Sole 24 ore”. Il tema, manco a dirsi, era “Il sogno tedesco”. [ Trovate il podcast della trasmissione a questo link: https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/uno-nessuno-100milan/sogno-tedesco-173147-gSLAXED9pC . Il mio intervento è a partire dal minuto 18.]
Essendo, però, l’intervista durata pochi minuti e non avendo potuto esprimere pienamente il mio pensiero su un argomento così importante, ho deciso di scrivere una lettera per il “Sole 24 Ore” che mi permettesse di dire la mia in maniera concisa ma esauriente. Con mia grande sorpresa e soddisfazione, non solo è stata pubblicata ma è stata messa in evidenza in prima pagina.
Questo pezzo ha comportato una reazione a catena di interviste per altre riviste e radio effettuate con mezzi più o meno ortodossi, richieste di articoli da parte di associazioni mediche e un articolo sul “Corriere della Sera”.
Piano piano li caricherò tutti nella sezione “Pubblicazioni” del blog.
Speriamo che finalmente qualcosa in Italia si muova.
Gian Marco