Racconti dalla Trincea – Ein, zwei…Polizei!

Frühdienst (8 – 20:30)

Il mio ospedale prevede un particolare turno di 4 giorni consecutivi, in cui si deve stare in servizio dalle 8 di mattina alle 20:30 di sera, seguiti poi da tre giorni di riposo. Se questo turno cade, ad esempio, dal lunedì al giovedì, non è così pesante perché fino alle 16 ci sono gli altri medici, lo Chef e gli altri Oberarzt e quindi il carico di lavoro è più leggero.

Viceversa, se questo Dienst avviene nel weekend, si passerà la maggior parte della giornata da soli e ci si dovrà occupare non solo del proprio reparto, ma anche degli altri reparti chirurgici e non. Naturalmente ci sono i colleghi delle altre discipline di guardia (Neuro, Gineco, Ch. Generale, Toracica, Urologia, etc.), perciò ognuno di noi ha un reparto internistico a cui badare, ma dato che il 90% dei pazienti che arrivano in Notaufnahme sono traumatologici il grosso del lavoro spetta a me.

Come sempre, il Pronto Soccorso è un porto di mare.

Dove vivo io, la bicicletta è un “must have”…bravo chi li capisce!

Uno dei casi più curiosi mi è capitato di sabato pomeriggio. Un tipo, dopo aver partecipato ad un Corona Party – qui molto in voga – e aver bevuto praticamente la qualsiasi, ha avuto la geniale idea di mettersi in sella alla sua bici e di farsi una sessantina di Km in autostrada (?) dove, in un momento di sonnolenza, è andato a sbattere sul guard rail e a cadere al di fuori della carreggiata.

Arriva da noi quindi ancora completamente sbronzo, sporco dalla testa ai piedi a causa del pantano in cui è caduto e con una piccola ferita lacero-contusa su di un sopracciglio.

Insieme alla polizia, cerchiamo di risalire alla sua identità (il portafogli era rimasto in Autobahn) e di dargli una ripulita. Nel suo zainetto viene ritrovato un kit per farsi le canne e altra roba di tipo psicotropo.

Non appena la Polizei se ne va, cominciamo a disinfettare la ferita e a preparare il materiale di sutura.

Ad un certo punto, il paziente sostiene di avvertire una musica in lontananza. Noi, dopo aver prestato un attimo ascolto, gli diciamo di non sentire nulla, ma lui continua ad insistere.

Pian piano, anche noi percepiamo qualcosa: proviene dallo zaino.

Aprendolo, troviamo un altoparlante wireless, che scopriamo poi essere collegato allo Spotify del suo smartphone. Improvvisamente, il paziente ha un brevissimo momento di lucidità nel quale, in ordine:

  • Mette al massimo il volume del cellulare e, di conseguenza, dell’altoparlante;
  • Si mette in piedi sul lettino e inizia a ballare al ritmo di quella nenia;
  • Dopo due movimenti di anca-bacino, vomita a spruzzo tutto quello che ha nello stomaco;
  • Svuotato, dice di avere sonno e si mette a dormire sul lettino.

Fortunatamente riusciamo a schivare quella “fontana di schifo”, come la definisce un’infermiera, e a suturare la ferita il prima possibile, prima che il tipo si possa risvegliare.

P.s. a causa del tasso alcolico altissimo, è stato ricoverato da noi per un giorno in osservazione. È ritornato a casa a piedi (?).

P.p.s. la canzone dell’altoparlante era proprio “Eins, Zwei, Polizei” di MO-DO, al secolo Fabio Frittelli, tormentone dell’estate del 1994:

Gian Marco

Textbausteine Arztbrief – Chirurgie

Ecco qui una raccolta di vari esempi di “Prozedere” (procedure) e “Befunde” (risultati) in ambito chirurgico, molto utile per chi è stato appena assunto e vorrebbe sveltirsi con le lettere di dimissioni o con le Arztbrief in Notaufnahme (“Pronto Soccorso”). Non garantisco la completezza o la correttezza dei contenuti, quindi Achtung!

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Tour de force

Questa settimana è iniziato il mio nuovo orario di lavoro.

Al mattino sono in reparto degenza (“die Station”), mentre dal pomeriggio e fino a sera sono in pronto soccorso come supporto al medico che ha la guardia. A quanto pare, tutto ciò si sta facendo per formarmi il più velocemente possibile e per assegnarmi già dai prossimi mesi le guardie di 24 ore. Questo vuol dire dover gestire reparto e pronto soccorso in contemporanea … Non sarà una cosa semplice!

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La vita di reparto è molto simile a quella che si vede in Italia. Nella parte finale del briefing del mattino si decide chi viene dimesso e chi, a causa di complicazioni o di accertamenti, rimane ricoverato. A conclusione del briefing, ci vengono ridate le lettere di dimissioni dei pazienti (“der Entlassungsbrief”) controfirmati dai primari. Dopodiché si finisce di prelevare il sangue e si inizia finalmente il giro visite. La cartella clinica (“das Krankenblatt”) viene accuratamente compilata dallo Stationsarzt, cioè il medico del reparto, con l’aiuto della caposala, die Stationsschwester. Si controllano i bendaggi e i drenaggi, si consegnano le lettere di dimissioni ai singoli pazienti; si aggiunge o si sospende qualche farmaco oppure si prenota un controllo radiologico post operatorio. In genere ci si impiega un paio d’ore, dipende comunque dal numero di letti del reparto.

Fatto ciò, si dettano altre lettere; ed è lì che si perde la maggior parte del tempo, perché per ogni paziente bisogna controllare TUTTO e TUTTO deve essere documentato. Il problema è, come al solito, la burocrazia. Inoltre, come dicono al mio paese, “ogni testa è tribunale” e non è detto che ciò che io scrivo sia conforme a quanto pensa il medico del reparto, come non è detto che ciò che scrive il medico del reparto sia conforme al pensiero del primario. Questo crea naturalmente qualche difficoltà.

Al pomeriggio le cose vanno come al solito, ma ci sono alcuni problemi nuovi. Sicuramente in pronto soccorso non c’è la burocrazia che c’è in reparto, ma il fatto nuovo è che ora dobbiamo coprire OGNI GIORNO il turno dei medici di famiglia, persino di notte. Purtroppo questo ha portato ad un congestionamento del pronto soccorso e, come si può ben immaginare, a farne le spese è sempre il personale che come al solito è sotto stress e sempre meno. Un paio di colleghi, infatti, andranno via a breve, un altro si è licenziato appena ieri e il nuovo arrivato ha uno sguardo fra lo stupito e il perplesso.

Io comunque stringo i denti e vado avanti finché posso. Only the brave!

Gian Marco