Top Three dei miei colloqui di lavoro

Nell’articolo precedente vi avevo accennato come in questo periodo io stia facendo dei colloqui di lavoro in vari ospedali per poter continuare questa benedetta specializzazione.

Breve sinossi:

La specializzazione medica in Germania è delegata alle singole aziende ospedaliere, le quali sono “abilitate” a fornire un certo numero di anni in diverse branche mediche. Alcuni dispongono di tutta la specializzazione completa, altri solo di alcuni mesi.

Sull’argomento colloqui di lavoro avevo già parlato in precedenza (vi allego il link del post in questione: Colloquio di lavoro).

Spinto dall’iniziativa di un collega, questa volta vorrei raccontare i tre colloqui più assurdi che mi siano capitati finora.

Naturalmente scriverò delle interviste più raccontabili e “credibili”, ce ne sono certuni che superano l’immaginazione.

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Come in una vera classifica partirò dalla posizione numero 3:

Gian Marco e il primario del medico “scomparso”.

Era un normale venerdì sera tedesco, molto freddo e molto buio. Mentre ero di fronte al Pc per la normale routine serale improvvisamente è squillato il telefono.

Prefisso di un Land dell’Est, numero sconosciuto.

Rispondo: “Rizzuti, hallo!”

Dall’altro capo del telefono sento una voce dall’oltre tomba: “Buona sera. Sono Herr Dr. Sempronen, primario della Klinik Tal-dei-Quali, provincia di Viterben. Ho letto il suo CV, sarei molto interessato ad assumerla”.

Sono felice, ma rispondo con voce ferma e professionale: “Va bene, perfetto. Avrei intenzione di iniziare il primo possibile”.

“Ah benissimo! Sarebbe disposto ad incominciare, che ne so, lunedì…prossimo?”.

In quel momento ho pensato di non aver capito bene, ma poi lui ha continuato: “sa com’è, c’è molto lavoro, un collega siriano è scappato (!) l’altro giorno, lo avevamo allevato come un figlio ma diceva da tempo che aveva avuto problemi di stress e la moglie era fuggita portandosi anche il figlio…fatto sta che se n’è andato e io mi sono rimesso a fare i turni di notte. Si sente che lei è molto preparato (!!) e che parla benissimo il tedesco. Allora, viene?”.

Io, fra lo sbalordito e il perplesso, ho detto: “comprendo che lei sia in difficoltà, ma deve ammettere che il preavviso è un tantino breve, inoltre non saprei dove dormire”.

Lui: “guardi, per quello non c’è problema, può affittare una stanza…nel paese più vicino”. Le ultime 4 parole le ha praticamente sussurrate.

“Quanto vicino?” ho chiesto.

“Non è tanto lontano, circa un’ora e mezza di auto”.

Io: “…”.

“…ma l’asfalto delle nostre strade è stupendo, glielo assicuro!!!”.

Mi sono congedato dicendogli che gli avrei fatto sapere entro l’indomani. Era chiaro che cercava qualcuno disperato tanto quanto lui che lo potesse raggiungere in quella zona dimenticata da Dio. Di conseguenza ho rinunciato all’offerta.

*

In seconda posizione troviamo un’altra storia che ha del paranormale, “l’ultima risonanza a Maccarèsen”.

Questa fa parte della mia prima collezione di colloqui, che per motivi di documentazione ero stato costretto a sostenere solamente nella regione del Bayern, il Land dove si trovano Monaco e Norimberga per intenderci.

Fra i vari paesi che ho visitato c’è Maccarèsen (nome di fantasia), paesino a due ore da Praga.

Giunto lì, dopo 9 ore di treno e 6 cambi, mi sono reso subito conto di una cosa: non c’era campo. Il telefono non prendeva. Ma niente, zero, null!

Il terrore di essere completamente isolato cominciava a farsi largo dentro di me. In più avvertivo una strana sensazione.

Dopo aver passato un bel po’ di tempo a chiedere in giro in mezzo alla neve e al buio – Google Maps non funzionava – sono riuscito a trovare finalmente l’ostello in cui avrei alloggiato.

Arrivato in camera mi sono addormentato di botto.

La mattina successiva mi sono svegliato con una bella sorpresa: uno splendido paesaggio innevato! Solo dopo mi sono accorto che la neve aveva ricoperto tutta la zona e che i mezzi pubblici (taxi compresi) erano stati momentaneamente interrotti.

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uno scorcio paesaggistico della ridente Maccarèsen

Fortunatamente il proprietario dell’ostello mi ha accompagnato gentilmente con la sua auto alla sede del colloquio. Aveva insistito per rimanere ad aspettarmi per potermi dare un passaggio al ritorno. Chi ha detto che i tedeschi sono freddi?

Comunque durante il tragitto in auto, ho osservato finalmente il villaggio alla luce del giorno e ho avuto la risposta a quella strana sensazione della sera prima.

Sapevo a cosa somigliava quel paesino: era la versione tedesca di Twin Peaks!

Per chi non lo sapesse: Twin Peaks è una cittadina immaginaria, luogo delle vicende della omonima serie tv anni ’90. Caratteristiche principali di questo telefilm: un macabro omicidio di una giovane donna, la domanda-tormentone “chi ha ucciso Laura Palmer?” e il fatto che tutti, dal padre di Laura all’ultimo dei cespugli, avevano un movente ed erano sotto accusa per questo delitto. Non c’era sicuramente un’aria da villaggio Alpitour.

Ecco, questa è stata l’impressione che ho avuto a caldo.

Vabbè, sto esagerando un pochino per rendere più appassionante il racconto. In realtà sono stati tutti molto calorosi e il colloquio si è svolto nella maniera più tranquilla e informale in assoluto, come è sempre accaduto.

C’era solo un però.

Non avrei dovuto lavorare lì, ma a Caltanissetten (altro nome di fantasia), un paesino-ino-ino ancor più in alto Maccarèsen, quasi oltre le nuvole!

Alla mia domanda “Ma qui non siamo già in montagna?” la risposta è stata “qua ci troviamo ad appena 450 m sul livello del mare”. Aveva ragione, ma “l’effetto Twin Peaks” e i 15 metri di neve mi avevano disorientato.

Ho ringraziato per l’opportunità, ho salutato e me ne sono andato.

Due giorni dopo avrei firmato un contratto con un altro ospedale. Sono stato sinceramente rincuorato dal fatto che non sarei finito come la povera Laura Palmer!

Si sono fatti sentire molto più in là asserendo che avevano preferito assumere uno specializzando della zona. Almeno così mi hanno scritto.

Fatto sta che ho tuttora un Google Alerts col nome dell’ospedale e vengo ancora automaticamente avvertito dei vari aggiornamenti.

Cercano ancora oggi il potenziale Assistenzarzt. O forse la potenziale vittima.

Ah, quasi dimenticavo!

La “risonanza” del titolo della storia si riferisce al galattico scanner per la risonanza magnetica in dotazione a questo ospedale, uno dei primi in Baviera ad adoperare un sistema a 7 Tesla (normalmente arrivano fino a 2 Tesla). Durante l’intervista lo citavano spesso e avevano più che ragione a vantarsi.

*

Siamo arrivati finalmente al primo posto della mia speciale classifica.

In primissima posizione…

(rullo di tamburi)

è…la famigerata intervista del nodo alla Messner!

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Sotto gentile consiglio di un collega, ho pure fatto domanda in una clinica religiosa in Vestfalia.

Era una branca chirurgica molto ambita – non cercavano uno specializzando ortopedico – ma dato che c’era effettiva carenza sono stato invitato quasi subito per un colloquio.

Dato che ero sbalordito per l’improvvisa chiamata, ho chiesto un po’ in giro per capire come fosse effettivamente la situazione in quel reparto.

Causa tagli al personale e dimissioni improvvise, lo Chef era sotto organico in maniera seria e cercava urgentemente qualcuno da assumere. Essendo un ospedale religioso, i reparti sono sempre con la cinghia ben stretta e il direttore sanitario voleva spendere il meno possibile.

Avevo già discusso sia col collega che col primario per il posto in questione ed ero sempre stato diretto con le domande.

Avevo capito che tipo fosse lo Chef – sotto molti punti di vista era molto “italiano” –  potevo permettermi perciò un certo tipo di atteggiamento.

La prima cosa che mi ha colpito era il giorno e l’ora dell’incontro: domenica mattina alle 9. Perché? Perché gli altri giorni lavorava, il sabato giocava il campionato tedesco e la domenica pomeriggio aveva intenzione di vedersi la Serie A!

Secondo: il colloquio si è tenuto di fronte a due Oberaerzte e ad uno specializzando. Un bel plotone di esecuzione!

In ogni caso, come sempre, mi hanno messo a mio agio e ho risposto alle varie domande che mi hanno posto.

Finché non è arrivata la fatidica domanda:

“Conosce il nodo alla Messner? Lei è italiano, terra di alpinisti, dovrebbe conoscerlo sicuramente”.

Si riferiva probabilmente a Reinhold Messner, alpinista di Brunico. Io lo conoscevo solo per la famosa pubblicità di una nota marca d’acqua. Non sapevo avesse dato un suo nome ad un nodo!

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In merito alle montagne, io e Reinhold la pensiamo allo stesso modo!

Io: “provengo dalla Sicilia, terra di sole e di mare. Ho più destrezza con i nodi da marinaio!”. La butto sull’ironia.

Chef: “Ah ah ah! Fa lo stesso, non si preoccupi. Si tolga la giacca e venga qui”.

Ci svestiamo entrambi, ci alziamo e nello stesso momento uno dei due giovani vice primari estrae una fune (!) da un cassetto. Costui, tenendo un capo per sé, porge l’altra estremità al primario.

Mi viene mostrato questo famigerato nodo (potete vederlo a questo link: video nodo).

Cosa dovevo fare:

  • Effettuare la legatura dopo averla vista una volta.
  • Spiegarlo al capo.
  • Farla svolgere proprio a lui seguendo le mie istruzioni in tedesco.

Bene o male, riesco a farcela.

Va bene, per sbaglio la prima cosa che mi riesce è un altro tipo di nodo ad occhiello – si chiamano così – ma al secondo tentativo riesco nell’impresa.

Subito dopo questo esercizio, mi chiede di scrivere una Operationsbericht, cioè la descrizione di un’operazione chirurgica.

Ne ho fatte tante, non sarebbe stato un problema. Il punto è un altro.

Dovevo redigere un resoconto di un intervento chirurgico in un ambito a me sconosciuto! Ho un’infarinatura di base su come si svolgono una buona parte di operazioni in sala operatoria, ma non so come si effettuano passo passo tutti gli interventi di tutti gli ambiti!

Comunque non mi perdo d’animo.

Il professore mi lascia il suo pc e mi dice che ho a disposizione tutto il tempo che voglio.

Dopo che è uscito dalla stanza, ho notato che a lato dello schermo vi era una dispensina con tutta una serie di operazioni chirurgiche fatte in quel reparto.

Cosa dico sempre? Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo.

Ho copiato perciò l’impostazione della relazione da una di quelle del fascicoletto, ho scritto tutto quello che sapevo sull’ operazione in questione e ho aggiunto una piccola chicca. Alla voce “anestesista di sala” scrivo Heidi Klum, nota modella tedesca. Visto il personaggio, me lo potevo permettere!

Dopo un quarto d’ora e ritornato e a chiesto di leggere la relazione.

Non appena il professore ha letto quel nome, è scoppiato in una fragorosa risata! Mi ha chiesto: “Ma come mai proprio lei?”. Ho risposto: “Mi sembra chiaro: dopo tutto quel tempo in sala operatoria ogni tanto vorrei alzare la testa e vedere qualcosa di bello!”. Ha continuato a ridere di gusto.

L’intervista è finita subito dopo.

Si è fatto sentire dopo un paio di settimane, dicendomi che avrebbe assunto un giovane collega siriano senza esperienza a causa del fatto che le aziende tedesche hanno dei forti sgravi fiscali nel caso in cui si decida di assumere personale proveniente da “zone di guerra”, o dove per lo meno ci sia un conflitto.

Mi ha detto però che avevo fatto un’ottima impressione con tutti e che avrebbe tenuto il mio cv da parte.

Mi scrive comunque tutt’ora. È interessato alle vicende calcistiche del Palermo!

Questa è la mia personale classifica. È ovvio che in mezzo a questi colloqui fuori dall’ordinario ci sono stati anche molte interviste abbastanza normali. Come sapete, però, non si sa mai cosa ci aspetta dietro l’angolo.

Il prossimo obiettivo? Redigere una vera e propria Top Ten!

Gian Marco

F.A.Q. – Le domande poste più frequentemente sulla specializzazione medica in Germania

(Versione aggiornata al 2026)

Ultimamente ricevo ancora molte e-mail riguardanti la specializzazione medica in Germania.
Le domande sono spesso le stesse, anche a distanza di anni; per questo motivo questa pagina resta aggiornata periodicamente, in base alle novità normative e all’evoluzione concreta del sistema.

faq

Informazioni sulla specializzazione

Nei gruppi Facebook “Medici italiani in Germania” e “Doctors in fuga”, così come in questo blog, si è scritto molto sulla specializzazione medica in Germania.

Prima di inviare email o messaggi privati, il consiglio resta lo stesso:

  • iscriversi ai gruppi;

  • utilizzare la funzione di ricerca interna;

  • dedicare tempo alla lettura di articoli ed esperienze già disponibili.

Se non si riesce a investire qualche sera per informarsi, probabilmente non si è ancora pronti ad affrontare una specializzazione all’estero.

“Come è strutturata la specializzazione medica in Germania?”

La struttura generale della specializzazione non è cambiata:
non esiste un concorso nazionale, ma si accede tramite assunzione diretta in ospedale come Assistenzarzt.

Una spiegazione dettagliata è disponibile qui: La specializzazione medica in Germania

“Serve per forza conoscere il tedesco? Posso specializzarmi parlando inglese?”

Risposta breve: sì, il tedesco è indispensabile.
Risposta lunga: non esiste, nella pratica clinica quotidiana, alcuna alternativa reale alla lingua tedesca.

La maggior parte dei pazienti è anziana, parla dialetto e non conosce l’inglese.
Pensare di lavorare in ospedale senza una solida competenza linguistica significa esporsi a errori clinici e a forti difficoltà relazionali.

Requisiti linguistici (aggiornamento 2026)

  • B2 di tedesco generale: requisito minimo per avviare la richiesta di Approbation

  • C1 medico (o equivalente): livello minimo richiesto nella pratica dagli ospedali

  • In molte regioni è accettato il telc Deutsch B2·C1 Medizin come certificazione linguistica medica

Nella realtà, superare un esame non equivale a saper lavorare in tedesco per 10–14 ore al giorno.

Per avere un quadro più chiaro del concetto, vi rimando al seguente link:

Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue

Accesso alla specializzazione: lettera di presentazione e CV

Ne ho già ampiamente parlato qui

Colloquio di lavoro e curriculum vitae

e qui

La lettera di presentazione – das Anschreiben

Sommariamente:

L’accesso avviene tramite colloquio orale, dopo invio della candidatura (Bewerbung) all’ospedale o al primario del reparto.

Per quanto riguarda il Lebenslauf / CV :

  • CV massimo due pagine;

  • Nessun “buco temporale” non spiegato;

  • Valorizzare esperienze ospedaliere reali;

  • La guardia medica territoriale non è considerata esperienza clinica equivalente.

  • Allegare sempre:

    • certificati di lingua;

    • Approbation (se già ottenuta);

    • corsi seguiti in lingua tedesca.

Non utilizzare il formato Europass!!!

Siti che vi possono essere utili:

Iter da seguire per inoltrare la richiesta per l’abilitazione medica tedesca (“die deutsche Approbation”)

I documenti richiesti restano sostanzialmente invariati, ma variano per Land e per singolo ufficio competente.

Mentre studiavo tedesco in Italia, avevo preparato tutti i documenti che mi potevano servire, tra cui:

– Curriculum Vitae

– Certificato di Abilitazione medica italiana

– Certificato o Diploma di Laurea

Estratto di nascita

Certificato di Maturità

Libretto sanitario

Dopo aver ottenuto il B2, ho preso la residenza tedesca (Anmeldung) e ho inoltrato la domanda per la deutsche Approbation (l’Abilitazione medica tedesca) all’Ärztekammer (Ordine dei Medici) di riferimento.

Per inoltrare la domanda erano necessari:

Currirulum (tradotto)

Certificato di Abilitazione medica italiana (ho consegnato una copia autenticata fatta in Germania, non l’originale) + traduzione della stessa da parte di un traduttore giurato scelto da un elenco datomi dall’Ordine

– una copia autenticata del Diploma di laurea + traduzione della stessa

– una copia autenticata del Certificato di Lingua B2

Promessa di assunzione ( l’Einstellungszusage, me lo fece il primario dell’ospedale in cui avrei fatto il tirocinio) o, ancora meglio, il contratto di lavoro vero e proprio

Certificato di sana e robusta costituzione (fatta da un medico del luogo in cui vivevo)

– una copia autenticata del Certificato dei Carichi pendenti italiano (non deve essere più vecchio di tre mesi) + relativa traduzione

Certificato dei Carichi pendenti tedesco (redattomi dal comune di residenza tedesco)

– una copia autenticata del Good Standing (si chiede al ministero della Salute, non deve essere più vecchio di 3 mesi) + relativa traduzione

– una copia autenticata dell’Attestato di Conformità (si chiede al ministero della Salute) + relativa traduzione.

Questo quando inoltrai la domanda a Münster.

Quando invece feci richiesta in Baviera (in Unterfranken per la precisione), i documenti richiesti erano gli stessi di quelli della Vestfalia, con in più:

  • una copia autenticata della Fedina Penale italiana + relativa traduzione (al posto del Certificato dei Carichi Pendenti)
  • una copia autenticata del nuovo Good Standing (la precedente era già scaduta) + relativa traduzione

I documenti possono essere inviati a scaglioni, non per forza tutti insieme!

I problemi sono principalmente due: la promessa di assunzione e i vari Beamten (impiegati) dell’Ärztekammer.

Mentre in Vestfalia la lettera di intenti la sottoscrivono e danno il primo giorno di tirocinio (almeno fu così per me), in Franconia viene redatta solo se qualche ospedale decide di assumerti.

Per quanto riguarda invece gli impiegati, ciascuno di loro ha il proprio “algoritmo di pensiero”.

Per quanto riguarda la lettera di intenti, ad esempio, alcuni si accontentano dello scambio di email con l’ospedale a cui si è fatto richiesta, anche se poi non si è stati assunti.

Altri pretendono la suddetta lettera, altri ancora un contratto vero e proprio.

Da noi in Sicilia si dice “ogni testa è tribunale”.

Per chi ha tempo e voglia, ho già raccontato tutta la mia vicenda qui:

Il mio percorso in Germania

NOTA IMPORTANTE: in molte regioni è possibile lavorare temporaneamente con una Berufserlaubnis mentre l’Approbation è in corso di valutazione!

Die Fachsprachprüfung

Dopo aver consegnato tutti i documenti, c’è un ultimo ostacolo da superare: il Fachsprachprüfung, una prova di abilità linguistica.
Se tutti i documenti saranno a posto, vi contatteranno dalla provincia per decidere quando fare questo esame. Dato che le domande inoltrate sono numerosissime, anche se ho consegnato tutto il malloppo entro fine gennaio, la prima data utile per sostenere il suddetto colloquio era a maggio.

Questo test, che si svolge davanti a due professori/medici e un segretario, è costituito da tre parti:

1) Colloquio Medico-Paziente: uno dei medici presenti recita la parte del “paziente” e, solamente parlando, bisogna redigere un’anamnesi accurata (nome, cognome, peso, stato civile…). In questa fase si possono prendere appunti.
2) Scrivere la cartella clinica: dopo la “visita” vi mettono in una stanza a parte e con gli appunti che avete preso dovete redigere la cartella. Fanno notare che bisogna compilarla con frasi intere, non dobbiamo usare “parole chiave” (nella realtà clinica, tutti usano parole chiave e abbreviazioni..ma vabbè). Qua potete trovare un modello della cartella clinica:

Muster Anamnesebogen zur Fachsprachprüfung

3) Colloquio Medico-Medico: si ritorna nella stanza precedente e si presenta il caso clinico all’altro professore/medico.
4) Traduzione dei termini medici dal tedesco medico/latino allo “slang” usato dai pazienti: ho saputo di questa parte aggiuntiva una settimana prima dell’esame e ho cercato tramite l’aiuto di internet di ovviare a questa mancanza (come vi avevo già accennato, durante il tirocinio mi ero focalizzato più sulle attività pratiche che su quelle linguistiche).

Da qualche anno gli Ärztekammer di Hessen, Saarland e Schleswig-Holstein accettano, oltre al Fachsprachprufung sostenuto da loro, anche il telc-Zertifikat Deutsch B2/C1 Medizin (Aggiornamento Gennaio 2019). Come per i normali corsi di tedesco, ci sono delle scuole che organizzano i relativi Kurse e questo facilita di molto (ma molto) il conseguimento dell’Approbation. Ve lo consiglio vivamente.

Qui l’elenco dei documenti richiesti da ogni ordine divisi per Land:

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Centri di eccellenza e voto di laurea

Tipica domanda: “Quali sono i centri di eccellenza in chirurgia dell’alluce valgo del piede destro negli adulti con più di 50 anni di età?”.

Tipica risposta:

  • Allo stato attuale, i centri di eccellenza prendono gente eccezionale. Di contro, le condizioni lavorative sono al limite dei diritti umani, ma è sempre così quando si lavora per dei super-centri, in qualsiasi settore.
  • Pubblicazioni reali? Master europei di livello attinenti? Contatti? Quante lingue conosci oltre all’inglese e al tedesco? Senza questi elementi non si può sperare di fare richiesta in queste cliniche.
  • Il voto di laurea italiano all’estero conta come “l’avere il due di coppe con la briscola a bastoni”. Se lo mettete nel CV, aspettatevi un’affermazione di questo tipo: “Si è laureato con 110/110 cum Laude, bacio e abbraccio accademico? E chi in Italia non si laurea così?”. Segue risatina sarcastica.

La formazione all’estero

Le domande classiche in genere sono: “gli strutturati ti formano, a differenza dell’Italia?”, “ma loro lo sanno che non sappiamo fare un’iniezione?”, “com’è il rapporto con gli strutturati e gli altri colleghi? E le infermiere? ti rispettano?”

Di lavorare ti fanno lavorare, ma il metodo di formazione tedesco è diverso da quello italiano.

Ne ho già parlato qui:

Jemanden in das kalte Wasser schmeißen- buttare qualcuno nell’acqua fredda

Poi, come in ogni paese, ci sono le usanze e tradizioni tipiche. Quando si va a vivere fuori bisogna possedere un certo spirito di adattamento, altrimenti la vita non sarà affatto semplice.

Qua potete leggerne qualche esempio:

Ambiente lavorativo e vita sociale

Diversità culturali – la religione

Diversità culturali – il team internazionale

Diversità culturali – il trasloco

La giornata tipo di un Assistenzarzt alle prime armi

“Secondo te mi conviene specializzarmi in Germania? Ne vale la pena?”

Specializzarsi all’estero non è una scorciatoia, al contrario deve essere una scelta. Noto invece che molto spesso non è così. A causa del concorso italiano, la maggior parte dei colleghi parte per l’estero perché costretti e senza una esatta conoscenza della situazione del paese ospitante. Questo porta purtroppo a cocenti delusioni e a vere e proprie crisi emotive, come ad esempio è successo a questo collega:

L’angolo della posta – la Germania non è l’El Dorado: la storia di Light

Bisogna avere ben chiari questi concetti:

  • Sapere con chiarezza “cosa si vuole fare da grande”
  • Nella vita NULLA è semplice
  • Molto spesso, la vita sceglie per noi
  • La maggior parte dei problemi si risolve da sé
  • Ci sono solo sfide, non difficoltà
  • Si ha sempre una scelta.

Gian Marco

P.s. Ringrazio il mio amico e collega Davide Bianchi per gli ultimi due aforismi.

Colloquio di lavoro e Curriculum Vitae

E finalmente, dopo poco più di un mese di lavoro, mi è stato concesso un “weekend lungo” a casa, lontano da stress e altri tipi di “camurrie”(termine siciliano che sta ad indicare un variegata e sterminata tipologia di seccature).

Grazie a questo “tesoretto” di tempo, sono finalmente riuscito a leggere e a rispondere alle diverse e-mail che molti mi hanno inviato.

Diversi mi chiedono “come si fa ad entrare in specializzazione in Germania? C’è un concorso nazionale come in Italia, Francia e Spagna?”

Risposta breve: ti “assumono in specialità” tramite un colloquio (“Vorstellungsgespraech”) con il primario del reparto in cui ci si vorrebbe specializzare.

Risposta lunga: innanzitutto bisogna avere i documenti della “deutsche Approbation”, l’Abilitazione medica tedesca, pronti almeno al 90%. Dopodiché si inviano – per posta o via mail- le “Bewerbungsmappe” ai vari ospedali.

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Normalmente la Bewerbungsmappe consta di:

  • Curriculum Vitae (“Lebenslauf”), lunghezza massima 2 pagine e deve essere senza “buchi”! Dovete spiegare cosa avete fatto anno per anno dalle elementari al diploma di laurea e, da lì fino al mese precedente dell’invio della “mappe”;
  • Lettera di motivazione (“Anschreiben”), in cui si spiega brevemente chi siamo, cosa abbiamo fatto, per che cosa facciamo domanda, cioè perché, in definitiva, chiediamo un colloquio (su questo comunque ci farò un post a parte);
  • Copia del certificato di Lingua;
  • Copia di vari certificati ottenuti i Germania (ad esempio, corsi di tedesco medico).

In genere rispondono abbastanza velocemente, anche in caso di esito negativo; se si inviano le “mappe” per posta, molto spesso te la rinviano a casa con allegato una lettera con spiegata la “motivazione” del rifiuto (mancanza di posti, reparto mancante in quell’ospedale, etc.). Se, invece, sono interessati, ti convocano telefonicamente o tramite e-mail. La scelta della data è trattabile.

Il colloquio di “assunzione in specialità” è molto anglosassone: ti mettono a tuo agio, ti danno da bere e CHIEDONO DI TUTTO! Domande standard sono “come mai ha scelto proprio questo ospedale?”,” sa cosa facciamo qui?”, “cosa vorrebbe diventare?”, “quali sono i suoi obiettivi?”. Altre domande molto soft sono “le piace cucinare?”, “sa giocare a calcio?”, “quale squadra tifa?” e “quali sono i suoi hobby?”.

In soldoni, i primari vogliono capire con chi hanno/avranno a che fare. Il colloquio è perciò anche e soprattutto una “questione di pancia”, cioè che prima impressione si dà al primario: se si dimostra di essere delle persone che hanno voglia di fare, determinate, magari anche simpatiche e che “non rompano troppo le balle” (cito testualmente!), le possibilità di essere assunti aumentano. Ciò è naturale: nessuno vuole avere a che fare con gente “arrogante, saccente e str****” (cito di nuovo testualmente!).

Il mio consiglio? Cercate di presentarvi ai colloqui con la giusta dose di ansia, siate voi stessi e dite sempre la verità su tutto…o quantomeno date una risposta verosimile! 😀

Gian Marco