Come va? Come stai? Qual è lo stato attuale delle cose da voi?

Queste sono le domande che mi vengono rivolte quotidianamente attraverso i messaggini che mi arrivano ogni giorno dall’Italia e da altre parti del mondo da amici, parenti, conoscenti e abitatori vari del “villaggio globale”.

Purtroppo ho avuto pochissimo tempo, specialmente nell’ultimo periodo, tuttavia adesso tenterò di ricucire il filo del “mio” discorso passato.

Da quest’anno sono ritornato “definitivamente” in traumatologia (salvo eventuali problemi socioeconomici tedeschi, quindi incrociamo le dita). Ho ruotato un’altra volta e adesso esercito in un ospedale distante un’ora da dove vivo. In Sicilia non sarebbe possibile fare il pendolare con due treni, ma qui per fortuna i mezzi pubblici funzionano in modo soddisfacente (anche con qualche tromba d’aria di troppo!).

Klein Schockraum, riesige Probleme!

In questa clinica mi sto trovando molto bene. Certo, si lavora molto come sempre, però si sa, quando fai una cosa che ti piace la stanchezza di sente meno! In questo periodo poi si lavora anche più di prima a causa del Covid-19 e quindi siamo entrati da un paio di settimane in uno stato di crisi.

Ciò significa:

  • tutte le operazioni programmate sono state spostate o sospese,
  • sì operano solo i casi urgenti che arrivano col RTW (Rettungswagen, l’ambulanza)
  • si gestiscono i pazienti affetti da Coronavirus.

Dato che siamo in un vero e proprio stato di guerra, dobbiamo gestire TUTTE LE TIPOLOGIE di pazienti che arrivano in pronto soccorso, cioè anche quelli che normalmente non sarebbero di nostra competenza dato che il mio è un ospedale prettamente chirurgico.

Ovviamente adottiamo tutte le misure necessarie e l’Istituto di Igiene Regionale ci dà una mano ogni volta che può, ma le linee guida vengono aggiornate almeno 2 volte al giorno e se hai avuto magari una guardia domenica con un riposo al lunedì, martedì al rientro ci sono nuove strategie da adottare.

Insomma, bisogna fare di necessità virtù, adattarsi e in ogni caso raggiungere lo scopo. Chiaramente stiamo vivendo in un periodo particolarissimo, molti lo definiscono “epocale”, per cui i turni di lavoro non si misurano più ad ore bensì dalla capacità di resistere, “sotto pressione” sia psichica che fisica. Nessuno guarda più l’orologio! Vai avanti finché ce la fai a stare in piedi. Quindi la risposta che mi sento di dare alla domanda iniziale è: Quando finirà questo stato di cose? Comunque sono convinto che ce la faremo!

Gian Marco

Die Fachsprachprüfung

(Aggiornamento 2026)

Dopo aver consegnato tutti i documenti al relativo Ordine dei Medici tedesco, c’è un ultimo ostacolo da superare: il Fachsprachprüfung, una prova di abilità linguistica.

La struttura e la gestione della Fachsprachprüfung dipendono dal Land e dall’autorità/Ordine competente, ma lo schema generale è abbastanza standardizzato.

Se i documenti sono completi, verrete contattati dall’autorità competente (Approbationsbehörde / Landesärztekammer, a seconda del Land) per fissare la data dell’esame. Dato che le domande inoltrate sono numerosissime, anche se ho consegnato tutto il malloppo entro fine gennaio, la prima data utile per sostenere il suddetto colloquio era a maggio. In molte regioni i tempi di attesa restano variabili: possono essere di alcuni mesi e dipendono dal carico di domande e dall’organizzazione locale.

Questo test è di norma articolato in tre parti (talvolta descritte con piccole varianti a seconda del Land):

1) Colloquio Medico-Paziente: uno dei medici presenti recita la parte del “paziente” e, solamente parlando, bisogna redigere un’anamnesi accurata (nome, cognome, peso, stato civile…). In questa fase si possono prendere appunti.
2) Scrivere la cartella clinica: dopo la “visita” vi mettono in una stanza a parte e con gli appunti che avete preso dovete redigere la cartella. Fanno notare che bisogna compilarla con frasi intere, non dobbiamo usare “parole chiave” (nella realtà clinica, tutti usano parole chiave e abbreviazioni..ma vabbè). Qua potete trovare un modello della cartella clinica:

Muster Anamnesebogen zur Fachsprachprüfung

3) Colloquio Medico-Medico: si ritorna nella stanza precedente e si presenta il caso clinico all’esaminatore (spesso in forma di “handover/Übergabegespräch”). In questa fase può essere richiesto anche di spiegare alcuni termini in modo comprensibile per un paziente.

In alcuni Länder è possibile dimostrare le competenze di lingua medica anche tramite certificazioni esterne riconosciute, tra cui il telc Deutsch B2·C1 Medizin. Il riconoscimento non è uniforme in tutta la Germania: cambia per Land e, in alcuni casi, dipende anche dalla categoria (UE/non UE) o dalle indicazioni aggiornate dell’autorità competente. Prima di investire tempo e denaro, verificate sempre sul sito dell’Approbationsbehörde/Landesärztekammer del Land dove farete domanda.

Qui l’elenco dei documenti richiesti da ogni ordine divisi per Land:

German language requirements for full registration in the different states

Nota: requisiti e modulistica cambiano nel tempo; fate sempre riferimento alla pagina ufficiale del Land in cui presentate la domanda.

Nella sezione “Download” del sito potete trovare un link MEGA dove potete scaricare materiale molto utile per il suddetto esame.

Gian Marco

Medici in cerca di ospedali

Oggi sono stato intervistato dalla trasmissione radiofonica italiana “Uno, nessuno, 100Milan” di Radio 24 (facente parte del gruppo “Il Sole 24 ore”) in merito alla Germania come meta lavorativa e di vita.

Purtroppo l’intervento è durato pochi minuti, ma mi sarebbe piaciuto mettere mettere nero su bianco il perché delle mie scelte.

Fortunatamente ho uno spazio tutto mio per poterlo fare.

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La principale ragione della fuga dei medici all’estero è dovuta principalmente al fatto che ogni anno nelle università italiane si laureano circa 10.000 medici e solo 6000 trovano posto nelle scuole di specializzazione, escludendo naturalmente chi rinuncia per ritentare l’anno successivo.  I 4.000 medici rimanenti, sommati agli altri colleghi che non sono entrati negli anni precedenti, che fanno? Questo è uno dei problemi principali.

Secondo una recente stima fare laureare un medico costa allo stato italiano fra i 150 e i 180.000 euro, dopodiché o si rimane nel limbo della Continuità Assistenziale (leggasi Guardia Medica) e delle sostituzioni, perché senza un titolo specialistico non si può partecipare ai concorsi pubblici diramati dalle ASL territoriali, oppure si emigra verso altri paesi, europei e non, dove c’è carenza di figure mediche.

All’estero la situazione è migliore sia dal punto di vista formativo che economico e di welfare, ma ci sono anche ombre: medici e infermieri che si licenziano a causa del troppo lavoro, episodi di mobbing e di tagli al personale e perfino il fallimento di intere catene di cliniche.

Per evitare che un giovane medico sia costretto ad abbandonare l’Italia bisogna che la classe politica prima di tutto stabilizzi gli attuali precari storici con il tanto desiderato sblocco dei turn over usando magari parte dei fondi destinati al “reddito di cittadinanza”. Inoltre si dovrebbe pensare all’aumento dei posti per le scuole di specializzazione mediche per non far scappare all’estero migliaia di giovani colleghi abilitati ma senza specializzazione rimasti fuori dai concorsi.

In calce il link al podcast della trasmissione. L’intervento mio e del collega Davide Civita è a partire dal minuto 18.

https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/uno-nessuno-100milan/sogno-tedesco-173147-gSLAXED9pC

Gian Marco

F.A.Q. – Le domande poste più frequentemente sulla specializzazione medica in Germania

(Versione aggiornata al 2026)

Ultimamente ricevo ancora molte e-mail riguardanti la specializzazione medica in Germania.
Le domande sono spesso le stesse, anche a distanza di anni; per questo motivo questa pagina resta aggiornata periodicamente, in base alle novità normative e all’evoluzione concreta del sistema.

faq

Informazioni sulla specializzazione

Nei gruppi Facebook “Medici italiani in Germania” e “Doctors in fuga”, così come in questo blog, si è scritto molto sulla specializzazione medica in Germania.

Prima di inviare email o messaggi privati, il consiglio resta lo stesso:

  • iscriversi ai gruppi;

  • utilizzare la funzione di ricerca interna;

  • dedicare tempo alla lettura di articoli ed esperienze già disponibili.

Se non si riesce a investire qualche sera per informarsi, probabilmente non si è ancora pronti ad affrontare una specializzazione all’estero.

“Come è strutturata la specializzazione medica in Germania?”

La struttura generale della specializzazione non è cambiata:
non esiste un concorso nazionale, ma si accede tramite assunzione diretta in ospedale come Assistenzarzt.

Una spiegazione dettagliata è disponibile qui: La specializzazione medica in Germania

“Serve per forza conoscere il tedesco? Posso specializzarmi parlando inglese?”

Risposta breve: sì, il tedesco è indispensabile.
Risposta lunga: non esiste, nella pratica clinica quotidiana, alcuna alternativa reale alla lingua tedesca.

La maggior parte dei pazienti è anziana, parla dialetto e non conosce l’inglese.
Pensare di lavorare in ospedale senza una solida competenza linguistica significa esporsi a errori clinici e a forti difficoltà relazionali.

Requisiti linguistici (aggiornamento 2026)

  • B2 di tedesco generale: requisito minimo per avviare la richiesta di Approbation

  • C1 medico (o equivalente): livello minimo richiesto nella pratica dagli ospedali

  • In molte regioni è accettato il telc Deutsch B2·C1 Medizin come certificazione linguistica medica

Nella realtà, superare un esame non equivale a saper lavorare in tedesco per 10–14 ore al giorno.

Per avere un quadro più chiaro del concetto, vi rimando al seguente link:

Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue

Accesso alla specializzazione: lettera di presentazione e CV

Ne ho già ampiamente parlato qui

Colloquio di lavoro e curriculum vitae

e qui

La lettera di presentazione – das Anschreiben

Sommariamente:

L’accesso avviene tramite colloquio orale, dopo invio della candidatura (Bewerbung) all’ospedale o al primario del reparto.

Per quanto riguarda il Lebenslauf / CV :

  • CV massimo due pagine;

  • Nessun “buco temporale” non spiegato;

  • Valorizzare esperienze ospedaliere reali;

  • La guardia medica territoriale non è considerata esperienza clinica equivalente.

  • Allegare sempre:

    • certificati di lingua;

    • Approbation (se già ottenuta);

    • corsi seguiti in lingua tedesca.

Non utilizzare il formato Europass!!!

Siti che vi possono essere utili:

Iter da seguire per inoltrare la richiesta per l’abilitazione medica tedesca (“die deutsche Approbation”)

I documenti richiesti restano sostanzialmente invariati, ma variano per Land e per singolo ufficio competente.

Mentre studiavo tedesco in Italia, avevo preparato tutti i documenti che mi potevano servire, tra cui:

– Curriculum Vitae

– Certificato di Abilitazione medica italiana

– Certificato o Diploma di Laurea

Estratto di nascita

Certificato di Maturità

Libretto sanitario

Dopo aver ottenuto il B2, ho preso la residenza tedesca (Anmeldung) e ho inoltrato la domanda per la deutsche Approbation (l’Abilitazione medica tedesca) all’Ärztekammer (Ordine dei Medici) di riferimento.

Per inoltrare la domanda erano necessari:

Currirulum (tradotto)

Certificato di Abilitazione medica italiana (ho consegnato una copia autenticata fatta in Germania, non l’originale) + traduzione della stessa da parte di un traduttore giurato scelto da un elenco datomi dall’Ordine

– una copia autenticata del Diploma di laurea + traduzione della stessa

– una copia autenticata del Certificato di Lingua B2

Promessa di assunzione ( l’Einstellungszusage, me lo fece il primario dell’ospedale in cui avrei fatto il tirocinio) o, ancora meglio, il contratto di lavoro vero e proprio

Certificato di sana e robusta costituzione (fatta da un medico del luogo in cui vivevo)

– una copia autenticata del Certificato dei Carichi pendenti italiano (non deve essere più vecchio di tre mesi) + relativa traduzione

Certificato dei Carichi pendenti tedesco (redattomi dal comune di residenza tedesco)

– una copia autenticata del Good Standing (si chiede al ministero della Salute, non deve essere più vecchio di 3 mesi) + relativa traduzione

– una copia autenticata dell’Attestato di Conformità (si chiede al ministero della Salute) + relativa traduzione.

Questo quando inoltrai la domanda a Münster.

Quando invece feci richiesta in Baviera (in Unterfranken per la precisione), i documenti richiesti erano gli stessi di quelli della Vestfalia, con in più:

  • una copia autenticata della Fedina Penale italiana + relativa traduzione (al posto del Certificato dei Carichi Pendenti)
  • una copia autenticata del nuovo Good Standing (la precedente era già scaduta) + relativa traduzione

I documenti possono essere inviati a scaglioni, non per forza tutti insieme!

I problemi sono principalmente due: la promessa di assunzione e i vari Beamten (impiegati) dell’Ärztekammer.

Mentre in Vestfalia la lettera di intenti la sottoscrivono e danno il primo giorno di tirocinio (almeno fu così per me), in Franconia viene redatta solo se qualche ospedale decide di assumerti.

Per quanto riguarda invece gli impiegati, ciascuno di loro ha il proprio “algoritmo di pensiero”.

Per quanto riguarda la lettera di intenti, ad esempio, alcuni si accontentano dello scambio di email con l’ospedale a cui si è fatto richiesta, anche se poi non si è stati assunti.

Altri pretendono la suddetta lettera, altri ancora un contratto vero e proprio.

Da noi in Sicilia si dice “ogni testa è tribunale”.

Per chi ha tempo e voglia, ho già raccontato tutta la mia vicenda qui:

Il mio percorso in Germania

NOTA IMPORTANTE: in molte regioni è possibile lavorare temporaneamente con una Berufserlaubnis mentre l’Approbation è in corso di valutazione!

Die Fachsprachprüfung

Dopo aver consegnato tutti i documenti, c’è un ultimo ostacolo da superare: il Fachsprachprüfung, una prova di abilità linguistica.
Se tutti i documenti saranno a posto, vi contatteranno dalla provincia per decidere quando fare questo esame. Dato che le domande inoltrate sono numerosissime, anche se ho consegnato tutto il malloppo entro fine gennaio, la prima data utile per sostenere il suddetto colloquio era a maggio.

Questo test, che si svolge davanti a due professori/medici e un segretario, è costituito da tre parti:

1) Colloquio Medico-Paziente: uno dei medici presenti recita la parte del “paziente” e, solamente parlando, bisogna redigere un’anamnesi accurata (nome, cognome, peso, stato civile…). In questa fase si possono prendere appunti.
2) Scrivere la cartella clinica: dopo la “visita” vi mettono in una stanza a parte e con gli appunti che avete preso dovete redigere la cartella. Fanno notare che bisogna compilarla con frasi intere, non dobbiamo usare “parole chiave” (nella realtà clinica, tutti usano parole chiave e abbreviazioni..ma vabbè). Qua potete trovare un modello della cartella clinica:

Muster Anamnesebogen zur Fachsprachprüfung

3) Colloquio Medico-Medico: si ritorna nella stanza precedente e si presenta il caso clinico all’altro professore/medico.
4) Traduzione dei termini medici dal tedesco medico/latino allo “slang” usato dai pazienti: ho saputo di questa parte aggiuntiva una settimana prima dell’esame e ho cercato tramite l’aiuto di internet di ovviare a questa mancanza (come vi avevo già accennato, durante il tirocinio mi ero focalizzato più sulle attività pratiche che su quelle linguistiche).

Da qualche anno gli Ärztekammer di Hessen, Saarland e Schleswig-Holstein accettano, oltre al Fachsprachprufung sostenuto da loro, anche il telc-Zertifikat Deutsch B2/C1 Medizin (Aggiornamento Gennaio 2019). Come per i normali corsi di tedesco, ci sono delle scuole che organizzano i relativi Kurse e questo facilita di molto (ma molto) il conseguimento dell’Approbation. Ve lo consiglio vivamente.

Qui l’elenco dei documenti richiesti da ogni ordine divisi per Land:

Deutschkenntnisse_German-Requirements_Approbation 2025

Centri di eccellenza e voto di laurea

Tipica domanda: “Quali sono i centri di eccellenza in chirurgia dell’alluce valgo del piede destro negli adulti con più di 50 anni di età?”.

Tipica risposta:

  • Allo stato attuale, i centri di eccellenza prendono gente eccezionale. Di contro, le condizioni lavorative sono al limite dei diritti umani, ma è sempre così quando si lavora per dei super-centri, in qualsiasi settore.
  • Pubblicazioni reali? Master europei di livello attinenti? Contatti? Quante lingue conosci oltre all’inglese e al tedesco? Senza questi elementi non si può sperare di fare richiesta in queste cliniche.
  • Il voto di laurea italiano all’estero conta come “l’avere il due di coppe con la briscola a bastoni”. Se lo mettete nel CV, aspettatevi un’affermazione di questo tipo: “Si è laureato con 110/110 cum Laude, bacio e abbraccio accademico? E chi in Italia non si laurea così?”. Segue risatina sarcastica.

La formazione all’estero

Le domande classiche in genere sono: “gli strutturati ti formano, a differenza dell’Italia?”, “ma loro lo sanno che non sappiamo fare un’iniezione?”, “com’è il rapporto con gli strutturati e gli altri colleghi? E le infermiere? ti rispettano?”

Di lavorare ti fanno lavorare, ma il metodo di formazione tedesco è diverso da quello italiano.

Ne ho già parlato qui:

Jemanden in das kalte Wasser schmeißen- buttare qualcuno nell’acqua fredda

Poi, come in ogni paese, ci sono le usanze e tradizioni tipiche. Quando si va a vivere fuori bisogna possedere un certo spirito di adattamento, altrimenti la vita non sarà affatto semplice.

Qua potete leggerne qualche esempio:

Ambiente lavorativo e vita sociale

Diversità culturali – la religione

Diversità culturali – il team internazionale

Diversità culturali – il trasloco

La giornata tipo di un Assistenzarzt alle prime armi

“Secondo te mi conviene specializzarmi in Germania? Ne vale la pena?”

Specializzarsi all’estero non è una scorciatoia, al contrario deve essere una scelta. Noto invece che molto spesso non è così. A causa del concorso italiano, la maggior parte dei colleghi parte per l’estero perché costretti e senza una esatta conoscenza della situazione del paese ospitante. Questo porta purtroppo a cocenti delusioni e a vere e proprie crisi emotive, come ad esempio è successo a questo collega:

L’angolo della posta – la Germania non è l’El Dorado: la storia di Light

Bisogna avere ben chiari questi concetti:

  • Sapere con chiarezza “cosa si vuole fare da grande”
  • Nella vita NULLA è semplice
  • Molto spesso, la vita sceglie per noi
  • La maggior parte dei problemi si risolve da sé
  • Ci sono solo sfide, non difficoltà
  • Si ha sempre una scelta.

Gian Marco

P.s. Ringrazio il mio amico e collega Davide Bianchi per gli ultimi due aforismi.