Textbausteine Arztbrief – Rheumatologie

Ben trovati a tutti! Questo mese è la volta dei Muster di Reumatologia. Viel Spaß!

roshi

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Textbausteine Arztbrief – Kardiologie

Buona domenica a tutti! Questo mese pubblico i fac-simile delle Arztbriefe riguardanti la Cardiologia. Ich wünsche euch einen ruhigen Dienst!

Herz

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F.A.Q. – Le domande poste più frequentemente sulla specializzazione medica in Germania

(Versione aggiornata al 2026)

Ultimamente ricevo ancora molte e-mail riguardanti la specializzazione medica in Germania.
Le domande sono spesso le stesse, anche a distanza di anni; per questo motivo questa pagina resta aggiornata periodicamente, in base alle novità normative e all’evoluzione concreta del sistema.

faq

Informazioni sulla specializzazione

Nei gruppi Facebook “Medici italiani in Germania” e “Doctors in fuga”, così come in questo blog, si è scritto molto sulla specializzazione medica in Germania.

Prima di inviare email o messaggi privati, il consiglio resta lo stesso:

  • iscriversi ai gruppi;

  • utilizzare la funzione di ricerca interna;

  • dedicare tempo alla lettura di articoli ed esperienze già disponibili.

Se non si riesce a investire qualche sera per informarsi, probabilmente non si è ancora pronti ad affrontare una specializzazione all’estero.

“Come è strutturata la specializzazione medica in Germania?”

La struttura generale della specializzazione non è cambiata:
non esiste un concorso nazionale, ma si accede tramite assunzione diretta in ospedale come Assistenzarzt.

Una spiegazione dettagliata è disponibile qui: La specializzazione medica in Germania

“Serve per forza conoscere il tedesco? Posso specializzarmi parlando inglese?”

Risposta breve: sì, il tedesco è indispensabile.
Risposta lunga: non esiste, nella pratica clinica quotidiana, alcuna alternativa reale alla lingua tedesca.

La maggior parte dei pazienti è anziana, parla dialetto e non conosce l’inglese.
Pensare di lavorare in ospedale senza una solida competenza linguistica significa esporsi a errori clinici e a forti difficoltà relazionali.

Requisiti linguistici (aggiornamento 2026)

  • B2 di tedesco generale: requisito minimo per avviare la richiesta di Approbation

  • C1 medico (o equivalente): livello minimo richiesto nella pratica dagli ospedali

  • In molte regioni è accettato il telc Deutsch B2·C1 Medizin come certificazione linguistica medica

Nella realtà, superare un esame non equivale a saper lavorare in tedesco per 10–14 ore al giorno.

Per avere un quadro più chiaro del concetto, vi rimando al seguente link:

Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue

Accesso alla specializzazione: lettera di presentazione e CV

Ne ho già ampiamente parlato qui

Colloquio di lavoro e curriculum vitae

e qui

La lettera di presentazione – das Anschreiben

Sommariamente:

L’accesso avviene tramite colloquio orale, dopo invio della candidatura (Bewerbung) all’ospedale o al primario del reparto.

Per quanto riguarda il Lebenslauf / CV :

  • CV massimo due pagine;

  • Nessun “buco temporale” non spiegato;

  • Valorizzare esperienze ospedaliere reali;

  • La guardia medica territoriale non è considerata esperienza clinica equivalente.

  • Allegare sempre:

    • certificati di lingua;

    • Approbation (se già ottenuta);

    • corsi seguiti in lingua tedesca.

Non utilizzare il formato Europass!!!

Siti che vi possono essere utili:

Iter da seguire per inoltrare la richiesta per l’abilitazione medica tedesca (“die deutsche Approbation”)

I documenti richiesti restano sostanzialmente invariati, ma variano per Land e per singolo ufficio competente.

Mentre studiavo tedesco in Italia, avevo preparato tutti i documenti che mi potevano servire, tra cui:

– Curriculum Vitae

– Certificato di Abilitazione medica italiana

– Certificato o Diploma di Laurea

Estratto di nascita

Certificato di Maturità

Libretto sanitario

Dopo aver ottenuto il B2, ho preso la residenza tedesca (Anmeldung) e ho inoltrato la domanda per la deutsche Approbation (l’Abilitazione medica tedesca) all’Ärztekammer (Ordine dei Medici) di riferimento.

Per inoltrare la domanda erano necessari:

Currirulum (tradotto)

Certificato di Abilitazione medica italiana (ho consegnato una copia autenticata fatta in Germania, non l’originale) + traduzione della stessa da parte di un traduttore giurato scelto da un elenco datomi dall’Ordine

– una copia autenticata del Diploma di laurea + traduzione della stessa

– una copia autenticata del Certificato di Lingua B2

Promessa di assunzione ( l’Einstellungszusage, me lo fece il primario dell’ospedale in cui avrei fatto il tirocinio) o, ancora meglio, il contratto di lavoro vero e proprio

Certificato di sana e robusta costituzione (fatta da un medico del luogo in cui vivevo)

– una copia autenticata del Certificato dei Carichi pendenti italiano (non deve essere più vecchio di tre mesi) + relativa traduzione

Certificato dei Carichi pendenti tedesco (redattomi dal comune di residenza tedesco)

– una copia autenticata del Good Standing (si chiede al ministero della Salute, non deve essere più vecchio di 3 mesi) + relativa traduzione

– una copia autenticata dell’Attestato di Conformità (si chiede al ministero della Salute) + relativa traduzione.

Questo quando inoltrai la domanda a Münster.

Quando invece feci richiesta in Baviera (in Unterfranken per la precisione), i documenti richiesti erano gli stessi di quelli della Vestfalia, con in più:

  • una copia autenticata della Fedina Penale italiana + relativa traduzione (al posto del Certificato dei Carichi Pendenti)
  • una copia autenticata del nuovo Good Standing (la precedente era già scaduta) + relativa traduzione

I documenti possono essere inviati a scaglioni, non per forza tutti insieme!

I problemi sono principalmente due: la promessa di assunzione e i vari Beamten (impiegati) dell’Ärztekammer.

Mentre in Vestfalia la lettera di intenti la sottoscrivono e danno il primo giorno di tirocinio (almeno fu così per me), in Franconia viene redatta solo se qualche ospedale decide di assumerti.

Per quanto riguarda invece gli impiegati, ciascuno di loro ha il proprio “algoritmo di pensiero”.

Per quanto riguarda la lettera di intenti, ad esempio, alcuni si accontentano dello scambio di email con l’ospedale a cui si è fatto richiesta, anche se poi non si è stati assunti.

Altri pretendono la suddetta lettera, altri ancora un contratto vero e proprio.

Da noi in Sicilia si dice “ogni testa è tribunale”.

Per chi ha tempo e voglia, ho già raccontato tutta la mia vicenda qui:

Il mio percorso in Germania

NOTA IMPORTANTE: in molte regioni è possibile lavorare temporaneamente con una Berufserlaubnis mentre l’Approbation è in corso di valutazione!

Die Fachsprachprüfung

Dopo aver consegnato tutti i documenti, c’è un ultimo ostacolo da superare: il Fachsprachprüfung, una prova di abilità linguistica.
Se tutti i documenti saranno a posto, vi contatteranno dalla provincia per decidere quando fare questo esame. Dato che le domande inoltrate sono numerosissime, anche se ho consegnato tutto il malloppo entro fine gennaio, la prima data utile per sostenere il suddetto colloquio era a maggio.

Questo test, che si svolge davanti a due professori/medici e un segretario, è costituito da tre parti:

1) Colloquio Medico-Paziente: uno dei medici presenti recita la parte del “paziente” e, solamente parlando, bisogna redigere un’anamnesi accurata (nome, cognome, peso, stato civile…). In questa fase si possono prendere appunti.
2) Scrivere la cartella clinica: dopo la “visita” vi mettono in una stanza a parte e con gli appunti che avete preso dovete redigere la cartella. Fanno notare che bisogna compilarla con frasi intere, non dobbiamo usare “parole chiave” (nella realtà clinica, tutti usano parole chiave e abbreviazioni..ma vabbè). Qua potete trovare un modello della cartella clinica:

Muster Anamnesebogen zur Fachsprachprüfung

3) Colloquio Medico-Medico: si ritorna nella stanza precedente e si presenta il caso clinico all’altro professore/medico.
4) Traduzione dei termini medici dal tedesco medico/latino allo “slang” usato dai pazienti: ho saputo di questa parte aggiuntiva una settimana prima dell’esame e ho cercato tramite l’aiuto di internet di ovviare a questa mancanza (come vi avevo già accennato, durante il tirocinio mi ero focalizzato più sulle attività pratiche che su quelle linguistiche).

Da qualche anno gli Ärztekammer di Hessen, Saarland e Schleswig-Holstein accettano, oltre al Fachsprachprufung sostenuto da loro, anche il telc-Zertifikat Deutsch B2/C1 Medizin (Aggiornamento Gennaio 2019). Come per i normali corsi di tedesco, ci sono delle scuole che organizzano i relativi Kurse e questo facilita di molto (ma molto) il conseguimento dell’Approbation. Ve lo consiglio vivamente.

Qui l’elenco dei documenti richiesti da ogni ordine divisi per Land:

Deutschkenntnisse_German-Requirements_Approbation 2025

Centri di eccellenza e voto di laurea

Tipica domanda: “Quali sono i centri di eccellenza in chirurgia dell’alluce valgo del piede destro negli adulti con più di 50 anni di età?”.

Tipica risposta:

  • Allo stato attuale, i centri di eccellenza prendono gente eccezionale. Di contro, le condizioni lavorative sono al limite dei diritti umani, ma è sempre così quando si lavora per dei super-centri, in qualsiasi settore.
  • Pubblicazioni reali? Master europei di livello attinenti? Contatti? Quante lingue conosci oltre all’inglese e al tedesco? Senza questi elementi non si può sperare di fare richiesta in queste cliniche.
  • Il voto di laurea italiano all’estero conta come “l’avere il due di coppe con la briscola a bastoni”. Se lo mettete nel CV, aspettatevi un’affermazione di questo tipo: “Si è laureato con 110/110 cum Laude, bacio e abbraccio accademico? E chi in Italia non si laurea così?”. Segue risatina sarcastica.

La formazione all’estero

Le domande classiche in genere sono: “gli strutturati ti formano, a differenza dell’Italia?”, “ma loro lo sanno che non sappiamo fare un’iniezione?”, “com’è il rapporto con gli strutturati e gli altri colleghi? E le infermiere? ti rispettano?”

Di lavorare ti fanno lavorare, ma il metodo di formazione tedesco è diverso da quello italiano.

Ne ho già parlato qui:

Jemanden in das kalte Wasser schmeißen- buttare qualcuno nell’acqua fredda

Poi, come in ogni paese, ci sono le usanze e tradizioni tipiche. Quando si va a vivere fuori bisogna possedere un certo spirito di adattamento, altrimenti la vita non sarà affatto semplice.

Qua potete leggerne qualche esempio:

Ambiente lavorativo e vita sociale

Diversità culturali – la religione

Diversità culturali – il team internazionale

Diversità culturali – il trasloco

La giornata tipo di un Assistenzarzt alle prime armi

“Secondo te mi conviene specializzarmi in Germania? Ne vale la pena?”

Specializzarsi all’estero non è una scorciatoia, al contrario deve essere una scelta. Noto invece che molto spesso non è così. A causa del concorso italiano, la maggior parte dei colleghi parte per l’estero perché costretti e senza una esatta conoscenza della situazione del paese ospitante. Questo porta purtroppo a cocenti delusioni e a vere e proprie crisi emotive, come ad esempio è successo a questo collega:

L’angolo della posta – la Germania non è l’El Dorado: la storia di Light

Bisogna avere ben chiari questi concetti:

  • Sapere con chiarezza “cosa si vuole fare da grande”
  • Nella vita NULLA è semplice
  • Molto spesso, la vita sceglie per noi
  • La maggior parte dei problemi si risolve da sé
  • Ci sono solo sfide, non difficoltà
  • Si ha sempre una scelta.

Gian Marco

P.s. Ringrazio il mio amico e collega Davide Bianchi per gli ultimi due aforismi.

10 consigli ai neospecializzandi in Germania (o a chi si vuole specializzare all’estero)

Ultimamente ricevo molte e-mail e messaggi da colleghi che vivono e lavorano da tempo in Germania. Il contenuto è molto spesso il seguente:

“Sto troppo male e non riesco a andare avanti”

“Mi sento un deficiente, pretendono che sappia già tutto”

“È tutto troppo pesante”

“La lingua è difficile”

“La malinconia mi assale ogni giorno all’improvviso”

“Mollo tutto e apro un bar a Buenos Aires”.

tips and tricks

Un primo assioma. Vivere all’estero non è semplice, per tantissimi motivi.

Ci sono gli stereotipi, il clima, il cibo. C’è anche la lontananza dal luogo natio e dagli affetti.

Per quanto riguarda il primo punto, i pregiudizi ci sono ovunque, ma bisogna saper sfruttare quelli positivi – lavoratori, grande preparazione teorica, simpatia innata – e cercare di annullare quelli negativi – sciupafemmine o ‘fimminàri’, schizzinosi sul mangiare e sul caffè, etc.

Oggi come oggi, grazie a Dio c’è la tecnologia che aiuta a ridurre le distanze (Skype e voli low cost in primis) e permette di accedere ad un numero praticamente infinito di ricette (giallo zafferano rules)!

Secondo assioma. La vita da specializzando è difficilissima OVUNQUE. Credo comunque che si possa migliorare un pochino.

Di conseguenza ho stilato un elenco di consigli in dieci punti che potrebbero fare caso a molti dei colleghi che si accingono ad iniziare la specializzazione nella terra di Goethe.

  • Accettate il vostro ruolo.

Prendetevi un momento e riflettete. Siete Assistenzärzte in Germania. Vi assumete la responsabilità dei pazienti e prendete difficili decisioni mediche ogni santo giorno. Ma ricordate: all’inizio e per molto tempo sarete l’ultima ruota del carro. In ospedale ci sono medici e infermieri che lavorano là da moltissimi anni: siate umili e ascoltate i loro pareri e i loro consigli.

  • Fidatevi del vostro istinto.

Avete studiato per anni su lunghissimi trattati che i colleghi teutonici si spaventano a solo pronunciarli. Due per tutti: il “Gray” e il “Robbins”. Abbiate fiducia in voi stessi e valutate il paziente: “Quali parametri non sono nella norma?”, “Quali potrebbero essere le cause dei sintomi?”. Spesso la prima intuizione è quella giusta. La pratica si può sempre migliorare.

  • “Aiutati che Dio ti aiuta”.

Nessuno si aspetta da voi che sappiate fare tutto da soli dal primo giorno. La domanda da fare in reparto in questi casi è: “come fate voi di solito?”. I reparti sono pieni di protocolli e algoritmi diagnostici e terapeutici di ogni genere. I vostri migliori colloqui li farete con i colleghi più anziani.

  • Chiedere, chiedere, chiedere!

Se avete domande, non esitate a chiedere a chi ne sa più di voi – infermieri, Oberarzt, segretarie – ma cercate di essere chiari e di spiegare bene la situazione. Se il vice-primario è in sala operatoria o è sera tardi e volete chiamare l’Hintergrunddienst Arzt (cioè il medico di sostegno), decidete se è davvero un’urgenza e cercate di riassumere in poche frasi il caso.

  • Avere pazienza con sé stessi.

Capisco che si abbia voglia di imparare e di fare sempre di più, ma ciascuno di noi ha una propria curva di apprendimento. Quindi osservate ciò che fanno gli altri colleghi, prendete appunti e la prossima volta cercate anche voi di effettuare qualche procedura.

  • Le “quotidianità” non sono la fine del mondo.

Ci sarà sempre un paziente che si lamenta, un errore in una lettera, uno scazzo con lo Chef. Si sbaglia, è normale, siamo essere umani. Nonostante alcuni colleghi si credono super uomini, in realtà fanno errori anche loro, solo che li sanno nascondere meglio o, nel caso del primario, con più stile.

  • Non fissarsi troppo con le lettere.

Le lettere sono una croce per tutti, autoctoni e non. Per fortuna su internet si trovano diversi esempi di lettere e i programmi che si usano in ospedale danno dei Muster base per ogni tipo di patologia con cui avrete a che fare. Prima o poi riuscirete anche voi a collezionare delle frasi o capoversi da “copiaincollare” nelle vostre lettere. Siate fiduciosi!

  • Cercate legami.

È il punto più difficile, lo so. Molto spesso i colleghi abitano in altre città o sono sposati e quindi coinvolti in altre faccende. Il mio consiglio è: cercate amicizie al di fuori dell’ospedale! Corsi di lingua, di cucina, di arte…c’è l’imbarazzo della scelta.

  • Nessuna paura delle emergenze.

La nostra più grande paura è quella di far male ad un paziente a causa di una nostra svista o una procedura non fatta correttamente. La realtà è che non è così facile: i capi e i colleghi non ci metteranno mai in questo tipo di condizioni. Poi può capitare che, anche se diamo il massimo di noi stessi, la gente muore senza alcun motivo apparente, ad esempio nel sonno. Abbiamo i nostri limiti.

  •  Pensate a voi stessi.

Ultimo ma non il punto meno importante. Cercate di dormire il più possibile e mangiate sano. I giorni liberi uscite, viaggiate e divertitevi. So che sono banalità, ma è la verità. La vita è già complicata di suo, non c’è bisogno di martirizzarvi ulteriormente. Vogliatevi bene!

Gian Marco