Il Good Standing e l’Attestato di Conformità

Questi due documenti vengono sempre richiesti al momento della istanza per l’Abilitazione Medica Tedesca. Facciamo luce sulle differenze al riguardo.

Se siete interessati a specializzarvi in Germania, sicuramente avrete a che fare con questi due documenti: il Good Standing (o “Certificato di onorabilità professionale”) e l’Attestato di Conformità (per esteso “Attestato di conformità per titolo di medico chirurgo conseguito in Italia”).

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La specializzazione medica in Germania

In questo articolo, pubblicato sul numero di dicembre di “Dirigenza Medica”, il mensile dell’associazione Anaao Assomed, descrivo com’è strutturata la specializzazione medica in Germania in generale.

 

La specializzazione medica in Germania è un percorso professionale gestito interamente dagli Ordini dei Medici regionali e nazionali tedeschi (Landes- e Bundesärztekammer).

Il programma è concepito come un training inserito all’interno di una normale attività medica quotidiana e, pertanto, il conseguimento della specializzazione è inteso come il riconoscimento di un’esperienza professionale acquisita in quello specifico ambito professionale. In Germania, quindi, lo specializzando in Medicina lavora in ospedale e deve raccogliere tutta una serie di interventi e procedure in un “Catalogo operatorio e delle prestazioni” (o “Logbuch”), da presentare all’Ärztekammer (l’Ordine dei Medici Tedesco), per potersi specializzare.

La durata del percorso formativo è di 5 o 6 anni a seconda della branca. Facendo un esempio, la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia è così composta:

  • 24 mesi: formazione di base in un reparto chirurgico di base
  • 48 mesi: formazione specialistica in Ortopedia e Traumatologia. Di questi 48 mesi, fino a 12 mesi possono essere svolti in un altro ambito chirurgico e/o in Neurochirurgia. Inoltre, fino a 12 mesi possono essere completati nell’area ambulatoriale.

In genere si viene assunti in specializzazione tramite un colloquio (“Vorstellungsgespräch”) con il primario del reparto in cui ci si vorrebbe specializzare, previo invio della propria candidatura tramite CV e lettera di motivazione.

Alcuni ospedali sono abilitati alla formazione completa in tutte o alcune branche, altri invece solo per alcuni anni. In quest’ultimo caso vengono garantite rotazioni in ospedali vicini per raggiungere il completamento del percorso formativo.

Riguardo alla formazione vera e propria, la mentalità tedesca si basa sul principio di “Buttare qualcuno nell’acqua fredda”. Lo specializzando, in pratica, viene responsabilizzato fin da subito alla gestione del paziente in Pronto Soccorso, in Terapia Intensiva, in Reparto e in Sala, con tutti i pro e i contro del caso.

Durante la specializzazione si devono seguire dei corsi di perfezionamento (“Fortbildungen”) utili al lavoro ospedaliero e ambulatoriale (corsi di sonografia, agopuntura, terapia manuale, etc.). Dato che questi corsi fanno parte del percorso formativo, essi vengono interamente pagati dall’ospedale per un massimo di 1000-1300 euro all’anno. Il costo del vitto e dell’alloggio durante i corsi non sono coperti, ma possono essere detratti dalle tasse, come tutto il materiale medico di cui si ha bisogno per la propria professione (libri di medicina, camici e tute chirurgiche, tratte di treni o aerei per raggiungere il luogo del seminario, etc.)

Gli stipendi sono tabellati e ci sono perciò dei valori base, i quali però variano a seconda:

  • del tipo di struttura in cui si è assunti (ospedale comunale, universitario, religioso, privato);
  • degli anni di anzianità;
  • al possesso di una pregressa specializzazione;
  • se si è sposati e/o con figli a carico.

Si va da un minimo di 4402,39 euro lordi (specializzando al primo anno al momento dell’assunzione) ad un massimo di 9173,20 euro lordi (medico superiore capo che lavora da 3 anni in un reparto). Le guardie e gli straordinari sono pagati a parte. Di sotto una Tabella Esemplificativa, i valori si riferiscono ad un Ospedale Comunale e sono validi dal 1/05/2018.

Primo gradino Secondo gradino Terzo gradino Quarto gradino Quinto gradino Sesto gradino
Specializzando

(Assistenzarzt)

4.402,39 4.651,95 4.830,17 5.139,10 5.507,46 5.658,97
Medico specializzato (Facharzt) 5.810,45 6.297,63 6.725,40 6.974,94 7.218,50 7.462,09
Medico Superiore (Oberarzt) 7.277,94 7.705,69 8.317,66
Medico Superiore Capo (leitender Oberarzt) 8.561,20 9.173,20

Il passaggio da un gradino all’altro dipende dal numero di anni di lavoro nel reparto. Anch’esso è tabellato.

Per capire meglio la gerarchia ospedaliera, in genere si diventa Medico Superiore (Oberarzt) in seguito ad una selezione interna fra colleghi Specialisti che hanno le dovute credenziali (specializzazioni e titoli aggiuntivi, eventuali lavori scientifici). Il ruolo di Medico Superiore Capo (Leitender Oberarzt) si ottiene invece per nomina diretta del Primario (Chefarzt).

Durante la formazione vengono garantite sia la maternità che la paternità e in molti ospedali vi sono delle convezioni con asili nido. Inoltre, si può decidere di specializzarsi a tempo parziale (Teilzeit), permettendo ai medici più tempo per sé e per le proprie famiglie, ma allungando al contempo il percorso formativo.

In definitiva, in Germania lo specializzando è un medico che viene inserito fin da subito nel mondo del lavoro, viene posto in un ambiente in grado di responsabilizzarlo e formarlo e gli garantisce un ottimo livello di assistenza sociale.

Gian Marco

Il certificato medico di malattia – Die Arbeitsunfähigkeitsbescheinigung (o “Gelbschein”)

In questo periodo gli ospedali sono pieni di pazienti che, per un motivo più o meno valido, vogliono stare sotto le coperte. Vediamo come nella terra di Wim Wenders funziona il certificato di malattia.

In Germania il certificato medico di malattia (o chiamato volgarmente dai locali “Gelbschein”, attestato giallo per il colore dello stesso) viene emesso ogniqualvolta il medico dichiara che il paziente è inabile ad andare a lavoro.

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Generalmente funziona così:

  • Il paziente chiama il proprio datore di lavoro prima dell’inizio della giornata lavorativa per informare che è malato (di solito per telefono, ma legalmente va bene anche via e-mail o per fax).
  • Dopodiché va o dal medico di famiglia (o viceversa l’Hausarzt si reca dal paziente) oppure al pronto soccorso.
  • Nel terzo caso, vengono da me e aspettano ore per farsi firmare un Gelbschein che attesti la loro inabilità (!). Se devo essere sincero, tutti cercano di assentarsi dal lavoro il meno possibile e perciò richiedono un numero sufficiente di giorni. Poi dipende da caso a caso.

Notate bene: qui in Deutschland vige il “limite dei tre giorni” (die “3-Tage Frist”). Se, cioè, il paziente ritiene che può guarire entro 72 ore, allora basta avvertire il proprio capo, prendersi tre giorni e ritornare al lavoro il quarto giorno senza alcun obbligo di presentare il certificato di malattia. In base al tipo di lavoro, in queste 72 ore è compreso, eventualmente, anche il weekend (sabato e domenica).

Casi limite: ammalarsi nel weekend o non sapere, arrivati al terzo giorno, se prolungare il periodo di riposo. Nel primo caso ci si reca dalla guardia medica del paese o al pronto soccorso, nel secondo si va dal proprio medico di famiglia per farsi dare il “benedetto” certificato. Ad ogni modo, il quarto giorno il Gelbschein deve essere presentato!

Sul certificato sono indicati:

  • Nome e cognome del paziente
  • Indirizzo
  • Recapiti del proprio Hausarzt
  • Giorno di inizio, di fine e di compilazione dell’attestato medico.
  • Diagnosi della malattia del paziente specificata anche dal relativo codice ICD-10 di identificazione.

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Ne vengono rilasciate tre copie: una per il paziente, una per il suo datore di lavoro (in questa la diagnosi non è presente per motivi di privacy) e una per la sua assicurazione medica. Quest’ultima o la si spedisce personalmente alla propria cassa mutua oppure la si consegna al medico di famiglia, il quale la spedirà insieme a tutte quelle degli altri pazienti del suo studio.

Gian Marco Rizzuti

Medici in cerca di ospedali

Oggi sono stato intervistato dalla trasmissione radiofonica italiana “Uno, nessuno, 100Milan” di Radio 24 (facente parte del gruppo “Il Sole 24 ore”) in merito alla Germania come meta lavorativa e di vita.

Purtroppo l’intervento è durato pochi minuti, ma mi sarebbe piaciuto mettere mettere nero su bianco il perché delle mie scelte.

Fortunatamente ho uno spazio tutto mio per poterlo fare.

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La principale ragione della fuga dei medici all’estero è dovuta principalmente al fatto che ogni anno nelle università italiane si laureano circa 10.000 medici e solo 6000 trovano posto nelle scuole di specializzazione, escludendo naturalmente chi rinuncia per ritentare l’anno successivo.  I 4.000 medici rimanenti, sommati agli altri colleghi che non sono entrati negli anni precedenti, che fanno? Questo è uno dei problemi principali.

Secondo una recente stima fare laureare un medico costa allo stato italiano fra i 150 e i 180.000 euro, dopodiché o si rimane nel limbo della Continuità Assistenziale (leggasi Guardia Medica) e delle sostituzioni, perché senza un titolo specialistico non si può partecipare ai concorsi pubblici diramati dalle ASL territoriali, oppure si emigra verso altri paesi, europei e non, dove c’è carenza di figure mediche.

All’estero la situazione è migliore sia dal punto di vista formativo che economico e di welfare, ma ci sono anche ombre: medici e infermieri che si licenziano a causa del troppo lavoro, episodi di mobbing e di tagli al personale e perfino il fallimento di intere catene di cliniche.

Per evitare che un giovane medico sia costretto ad abbandonare l’Italia bisogna che la classe politica prima di tutto stabilizzi gli attuali precari storici con il tanto desiderato sblocco dei turn over usando magari parte dei fondi destinati al “reddito di cittadinanza”. Inoltre si dovrebbe pensare all’aumento dei posti per le scuole di specializzazione mediche per non far scappare all’estero migliaia di giovani colleghi abilitati ma senza specializzazione rimasti fuori dai concorsi.

In calce il link al podcast della trasmissione. L’intervento mio e del collega Davide Civita è a partire dal minuto 18.

https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/uno-nessuno-100milan/sogno-tedesco-173147-gSLAXED9pC

Gian Marco